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La filiera legno-energia

Il cippato dalla biomassa
La biomassa in campo energetico è il materiale organico di origine vegetale e animale dal quale si può produrre energia. Ogni anno un ettaro di bosco produce un quantitativo di legno equivalente a 8-25 Mwh di calore rinnovabile, sufficienti a riscaldare un’abitazione.

Il cippato, prodotto derivato della biomassa legnosa è il bio-combustibile utilizzato dalle Centrali di Teleriscaldamento aderenti alla Fiper.



Il cippato di biomassa legnosa utilizzato dalla Fiper è prodotto a livello di filiera locale da:
- scarti dalle segherie nella lavorazione del legno (comparto dell’ industria del legno);
- interventi di produzione legname e manutenzione del patrimonio boschivo (gestione e forestazione);
- potature del verde urbano (manutenzione del territorio urbano);
- potature dei frutteti e vigneti e sottoprodotti agricoli (scarti dell’agricoltura);
- interventi di piantumazione di biomassa, principalmente pioppeti a rapido accrescimento (Short Rotation Forestry- SRF).

L’uso energetico delle biomasse legnose è definito dall’Unione Europea, uno dei più efficienti sistemi per ridurre le emissioni di gas serra. La combustione del legname, infatti, libera la stessa quantità di CO2 che l’albero durante la crescita ha ricevuto dall’atmosfera. Il bilancio di CO2 è pari allo zero.

© helios.bz

Ciclo biologico
Dal punto di vista delle emissioni di CO2 il legno è neutro. Infatti nei processi di combustione del legname si libera solo quella stessa quantitá di CO2 che l’albero grazie alla fotosintesi ha sottratto all’atmosfera nella fase di crescita. Il bilancio di C02 pertanto rimane equilibrato. Se non si utilizzasse il legno e lo si lasciasse marcire nel bosco, verrebbe liberata ugualmente la stessa quantità di CO2 nell’atmosfera.


Le Centrali di Teleriscaldamento a Biomassa Fiper

Gli impianti Fiper si posizionano all’interno della filiera legno-energia nella fase di trasformazione del cippato in energia termica ed elettrica e di distribuzione di calore e acqua calda presso le utenze finali, quali: case, uffici, aziende, scuole, ospedali.

Teleriscaldare significa riscaldare a distanza. L’impianto di teleriscaldamento è composto dalla centrale termica dove viene prodotto il calore e da una rete di trasporto e distribuzione dello stesso. Il calore prodotto (acqua calda, acqua surriscaldata, vapore) viene distribuito agli utenti attraverso una rete di tubazioni interrate e tramite sottostazioni di scambio termico, sostituendo così i tradizionali impianti di produzione di calore dei singoli edifici. Il viaggio dell’acqua calda parte dalla centrale, attraverso le tubazioni sotterranee cede il calore all’acqua dell’impianto interno all’utenza finale. Una volta ceduto il calore, l'acqua del teleriscaldamento, scesa a circa 70° C., ritorna in centrale per essere riportata alla massima temperatura e per ricominciare il suo viaggio. I camini dei singoli edifici vengono quindi sostituiti da un unico camino, che libera nell’aria una quantità limitata di residui di combustione. Se, come accade nelle centrali Fiper, il combustibile utilizzato è la biomassa legnosa, l’impatto ambientale è pari allo zero.

Il rendimento di un impianto di teleriscaldamento a biomassa in co-generazione:
2,3 kg di cippato (biomassa legnosa) = 4 kWh Termici + 1 kWh elettrico

Impianto Teleriscaldamento
Definizione Fiper impianto teleriscaldamento



I vantaggi

I vantaggi delle reti di teleriscaldamento a legno cippato sono ambientali e sociali  a beneficio dell’intera comunità - in particolare:
- il bilancio di CO2 è nullo
- i comuni conseguono l’autonomia energetica
- l’uso della risorsa locale rinnovabile favorisce la coesione sociale
- il coinvolgimento dei produttori locali di legno cippato assicura un extra reddito
- nascono nuove opportunità occupazionali nell’indotto di filiera
- diminuisce la dipendenza dall’estero di combustibili fossili e trasporto degli stessi

I vantaggi del teleriscaldamento, sono evidenti anche per il cliente finale:
- gestione autonoma della temperatura, del periodo e dell’intensità del riscaldamento
- vengono calcolati solo i kilowattore effettivamente consumati e la relativa Iva
- l’aliquota Iva è del 10% per il privato, il 20% per le imprese
- le tariffe sono competitive perché le centrali usufruiscono del credito di imposta

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