2011 critico per il teleriscaldamento a biomassa, 2012 puntiamo alla crescita!
Editoriale a cura del Presidente FIPER – Walter Righini
Si è chiuso un 2011 “di luci e ombre” per i gestori di teleriscaldamento a biomassa.
Sicuramente l’entrata in vigore del Decreto legislativo 28/2011 in attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili - FER ha creato forti aspettative per i produttori di calore da FER.
Le principali indicazioni del Decreto 28/2011 a cui faranno riferimento i prossimi decreti attuativi prevedono il riequilibrio della destinazione della generazione elettrica verso forme più razionali quali la produzione di calore o la cogenerazione; la combinazione delle FER all’incremento dell’efficienza; l’attivazione di fondi di garanzia di durata idonea a facilitare l’accesso al credito per impianti di energia termica da FER di media e grande taglia (teleriscaldamento, applicazioni industriali e grandi impianti centralizzati).
Anche la definizione del conto energia per i piccoli impianti termici segnala un cambio di rotta e di interesse da parte del Governo a investire in questo tipo di tecnologie.
Tuttavia, alla dichiarazione di intenti del Decreto, è tuttora mancante l’emanazione dei Decreti attuativi: siamo ormai arrivati a 150 giorni di attesa. Certo, la crisi di Governo e la costituzione del nuovo non hanno facilitato l’iter legislativo, ma tant’è! Gli investitori temporeggiano sulle tecnologie FER termiche, le cui misure di incentivazione sono in via di definizione, mentre si affrettano a terminare gli impianti per la produzione di sola energia elettrica da biomasse e garantirsi la tariffa omnicomprensiva per i prossimi 20 anni.
Anche in questo caso un’Italia a doppia velocità, che sta condizionando in maniera strutturale il mercato delle materie prime, in particolare delle biomasse legnose e agricole. Negli ultimi 2 anni il prezzo del cippato è aumentato del 20- 25% a partire da una domanda in forte crescita sul mercato nazionale per la produzione di energia elettrica così come il prezzo del silomais per gli impianti a biogas.
Fiper per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento ai propri associati ha avviato in febbraio la prima centrale di acquisto di biomassa italiana, testando nuove tipologie di contratto e diversificando le filiere: dal bosco, alle coltivazioni dedicate in medium rotation forestry.
Tuttavia, incomprensibilmente l’imprenditorialità nell’attivare nuove filiere è stata pesantemente penalizzata dal legislatore, che nell’ultimo anno ha definito le potature del verde urbano, la biomassa proveniente dai viale alberati dei comuni, dai parchi pubblici e dalla pulizia degli alvei fluviali, quali “rifiuti non pericolosi”, mettendo in crisi i diversi operatori che avevano già siglato contratti con le amministrazioni pubbliche per l’acquisto di questo materiale. E in un momento di crisi e di rispetto di patto di stabilità, la gestione delle potature del verde pubblico per l’amministrazione comunale è passata da possibile fonte ricavo a un costo per la collettività.
Più volte Fiper si è attivata a scrivere al Ministero dell’Ambiente per sollecitare un chiarimento in merito, senza alcun esito, per il momento!
Nel frattempo, già nella passata stagione ma anche nella corrente con l’arrivo della stagione invernale abbiamo assistito all’effetto dei cambiamenti climatici sui nostri bilanci. Si è infatti registrato un decremento sensibile nella domanda di calore dei clienti, dato dall’aumento delle temperature.
“Rischi del nostro settore”, potrà obiettare qualcuno. Già, se si lavorasse in un mercato i cui fattori di produzione fossero in un “vero” regime di concorrenza.
A fronte di un calo dei consumi termici, così anomalo per le alte temperature, si sta assistendo ad un progressivo aumento del costo della materia prima, risultato degli incentivi riconosciuti all’impiego della biomassa nel settore elettrico, e uno stazionario valore delle tariffe adeguato sugli indici ISTAT per la clientela finale. E dire che gli impianti di teleriscaldamento a biomassa, favoriscono le filiere locali, la gestione sostenibile dei boschi e producono occupazione soprattutto in ambito locale in zone di montagna.
Ciononostante, abbiamo dedicato una grande attenzione alla gestione locale dei boschi e alla definizione di nuovi contratti di filiera. La quota di biomassa proveniente dalla gestione forestale negli ultimi 3 anni ha registrato tassi di crescita assai interessanti; tra le Regioni maggiormente impegnate nella filiera bosco-legno- energia, segnaliamo: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige,Toscana.
E per il 2012 ?
Un appello al nuovo Governo in vista dell’emanazione dei decreti attuativi del D.Lgs n. 28/2011 con i nuovi incentivi per le FER termiche, è stato fatto da FIPER in dicembre, inviando al Presidente del Consiglio, Mario Monti, al Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, al Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania una serie di raccomandazioni per uno sviluppo sostenibile delle agroenergie in Italia.
Riprendendo il discorso di fine anno del Presidente Mario Monti, che punta al rilancio dell’economia facendo leva sull’equità, ci aspettiamo che i tanto attesi decreti attuativi puntino a promuovere tecnologie rinnovabili che a parità di investimento producano maggiori effetti occupazionali, soprattutto in ambito nazionale.
Equità per noi operatori delle FER termiche vuol inoltre dire definire misure di incentivazione paritetiche per la produzione del kWh elettrico e termico da fonte rinnovabile, con promozione in particolare di filiere e attività nazionali ed evitare che gli incentivi vengano trasferiti a imprese estere, così come sottolineato nella sua recente dichiarazione pubblicata sul Corriere della Sera (n. del 20/12) dal Ministro Clini, che ben conosce la situazione italiana.
Ricordo che il Piano di Azione Nazionale attribuisce la quota del 44% di produzione di energia da fonte rinnovabile al comparto termico per il conseguimento dell’obiettivo della Direttiva 20 20 20.
Ne va dello sviluppo di una filiera “Made in Italy” che per il teleriscaldamento a biomassa, parte dalla gestione sostenibile del territorio (manutenzione boschi, alvei fluviali) sino al servizio calore offerto alla clientela finale.
A livello ambientale, promuovere la filiera biomassa-energia rappresenta un’azione a costi contenuti per la collettività che proponiamo rientri nel Piano di prevenzione per il dissesto idrogeologico siglato in questi giorni dai Ministri Clini e Passera.
Dallo studio Fiper “Potenziale di penetrazione teleriscaldamento a biomassa nei comuni non metanizzati nelle zone E-F” 1, risulterebbe che in 801 comuni italiani di cui 314 comuni in zona climatica E e 487 in zona F ci sarebbero le condizioni territoriali per introdurre il teleriscaldamento a biomassa, con tutte le conseguenti ricadute positive in termini ambientali, economici ed occupazionali.
Il consumo di biomassa si aggirerebbe intorno a 3 milioni di metri cubi stero (700 mila ton/annue) per un giro di affari di 50 milioni di Euro circa, senza contare il fatturato per le aziende costruttrici dell’indotto industriale. Inoltre, il beneficio occupazionale derivante dall’installazione di una rete di teleriscaldamento alimentata a biomassa legnosa, è di lungo periodo (30 anni) perché in funzione della vita utile dell’impianto e della filiera di approvvigionamento di materia prima locale attivata. A differenza di altre FER, l’opportunità occupazionale in aggiunta alle attività di avviamento, avrebbe inizio dall’entrata in esercizio dell’impianto per il recupero della materia prima necessaria al suo funzionamento.
Condividiamo gli obiettivi e linee guida per rilanciare l'Italia e la sua economia nel 2012 espresse dal Governo. Nell’ottica di rilanciare la crescita attraverso un programma sulle infrastrutture riteniamo prioritario che il Ministro Passera faciliti l’accesso al credito e operazioni di project financing istituendo al più presto il fondo di garanzia per la costruzione e ampliamento delle reti di teleriscaldamento.
Crescita anche per l’agricoltura; i contributi della nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria) saranno destinati a premiare il ruolo dell’agricoltore nel presidio e nella tutela del territorio. In questa multifunzionalità, un ruolo molto importante sarà affidato alla produzione di energia, con la produzione di biomasse coltivate ecocompatibile e in un giusto equilibrio con la produzione agroalimentare.
Lo sviluppo delle filiere agro-energetiche sul territorio nazionale rappresenta un importante volano di sviluppo economico a tutela dell’ambiente e del territorio, se regolamentato con lungimiranza. A tal fine è fondamentale una sinergia forte, spesso mancata in questi anni, tra il Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Tutti e tre “devono” parlare la stessa lingua; non è più ammissibile che per un Ministero la potatura del verde urbano sia considerata un sottoprodotto e per l’altro un rifiuto non pericoloso!
Un’opportunità da giocarci nel rilancio dell’economia è senza dubbio l’organizzazione dell’Expo Universale 2015 che punterà sul tema: ”Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Accettiamo l’invito del Presidente del Consiglio ad “uno sforzo comune per un’Italia più degna del suo potenziale” e faremo la nostra parte con il pragmatismo e la tenacia della cultura montana e agricola che ci contraddistinguono.
In conclusione, ci auguriamo che il nuovo Governo definisca normative chiare e durature nel tempo che favoriscano un efficiente utilizzo delle fonti rinnovabili, premino le tecnologie FER più performanti in termini di costo-beneficio.
L’invito che rivolgiamo al Governo per attirare nuovi investimenti in questo settore è definire nei prossimi Decreti Attuativi, misure di incentivazione e regolamentazione che permettano a chi vuole investire di redigere business plan di medio lungo periodo corrispondenti agli impegni finanziari da assumere, e non incorrere, così come già avvenuto in passato, a “subire” cambiamenti legislativi in corso d’opera, che hanno e stanno tuttora seriamente condizionando i bilanci delle imprese FER.
(1) Censimento comuni non metanizzati delle zone climatiche E-F anno termico 2010- 2011











