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Si trova qui: Cosa facciamo / Articoli / A tutto Biogas con le società di scopo! 

A tutto Biogas con le società di scopo!

Intervista all’ing. Oreste Tasso, Amministratore Delegato di Sebigas

In questo momento di stagnazione economica, il settore del biogas agricolo registra tassi di crescita a “doppia cifra” e si rivela per gli imprenditori agricoli un business assai remunerativo per integrare il reddito e trasformare le aziende agricole in network economici multifunzionali.

La formula delle società di scopo tra imprese agricole e costruttrici rappresenta un’opportunità interessante, che permette alle aziende di investire nel biogas, condividendo le spese di investimento, partecipando agli utili e avendo la garanzia di un’assistenza tecnica globale.

Gli impianti a biogas, dalla Pianura Padana si stanno diffondendo a macchia d’olio lungo la penisola laddove la disponibilità di sottoprodotti agricoli e zootecnici favorisce l’installazione degli stessi.

Le società di scopo sono uno degli strumenti della strategia di business di Sebigas Spa, azienda del Gruppo Maccaferri, leader nel mercato della costruzione di impianti a biogas.

Approfondiamo il tema intervistando l’ing. Oreste Tasso, Amministratore Delegato di Sebigas, nonché membro del Consiglio Direttivo di FIPER.

D. Recentemente avete costituito 8 società di scopo nel centro Italia, distribuite tra Toscana, Umbria e Lazio.  Quali sono le caratteristiche di una società di scopo vincente che garantisce una buona governance tra i diversi stakeholder coinvolti?

R.
Fondamentalmente il presupposto principale è l’atteggiamento con il quale Sebigas approccia il settore agricolo, ovvero con una serietà ed affidabilità, garantita dalla profonda conoscenza e vicinanza storica del Gruppo Maccaferri alle filiere agricole e agroindustriali. Quindi un approccio molto lontano da quello del mero investitore, figura che è spesso ricorrente quando parliamo di agro energie e rinnovabili in senso più allargato.
Ciò che contraddistingue senza ogni dubbio Sebigas è la capacità di comprendere le peculiarità e le esigenze del settore agricolo, fornendo non solo una tecnologia impiantistica affidabile, ma una completa organizzazione e gestione dell’iniziativa, dalla fase di sviluppo a quella di esercizio dell’impianto, sul piano finanziario come su quello industriale, sul tema agronomico come su quello manutentivo.
Infine, la considerazione e la valorizzazione del ruolo del socio agricolo è testimoniata da una pari dignità nella partecipazione, in qualità di azionisti, all’iniziativa.

D. I criteri socio-economico per cui Sebigas decide di entrare in società di scopo? Cosa suggerirebbe ad un imprenditore agricolo che volesse avviare quest’attività?

R.
Parto dal presupposto che Sebigas valuta sempre i propri partners, sotto diversi profili di analisi, nel momento in cui si deve costituire una società.
Detto questo la scelta di costituire una società verte su una pluralità di valutazioni, certamente di business ma anche (e direi soprattutto) di possibile sinergia localmente realizzabile con l’azienda agricola socia, e delle sue implicazioni, su scala più ampia, nel tessuto socio economico locale.
Per l’agricoltore, il punto di svolta è la propria consapevolezza, ormai compiuta, di quanto un impianto a biogas possa rappresentare oggi una forma di integrazione e stabilizzazione nel lungo termine del proprio reddito, con il pregio di poterla raggiungere attraverso comportamenti virtuosi sul piano ambientale.
Il suggerimento che diamo agli imprenditori agricoli è quello di cogliere un’opportunità che oggi si offre loro, sapendo che dietro la scelta vi è anche la possibilità di rivisitare criticamente le proprie abitudini/consuetudini colturali, e magari di riscoprire colture o terreni abbandonati, operando spesso una svolta verso una nuova forma di imprenditoria, che diversifica e mitiga i rischi della propria attività prevalente.
Da ultimo, affidarsi ad un partner che sia in grado, più di altri, di parlare la stessa lingua.

D. Avete riscontrato problematiche e modelli di gestione differenti tra impianti a biogas da digestione anaerobica realizzati nel tessuto produttivo della Pianura Padana e in Centro Sud Italia?

R.
Direi fondamentalmente di no. L’unica differenza può consistere nelle diverse matrici che vengono conferite all’interno dei digestori, cosa che può comportare modelli differenti di progettazione e gestione dell’impianto, ma unicamente quale conseguenza dell’eventuale necessità di inserire magari sezioni di pre o post trattamento, stoccaggio e simili.
Al di là di questo, più ci si allontana da zona a forte vocazione maidicola, più si eleva la probabilità di scendere verso taglie dimensionali di impianto inferiori  

D. Non crede che in un prossimo futuro, dato l’incremento di offerta, si potrebbe verificare un aumento del prezzo delle matrici agricole, così come già sta avvenendo per le biomasse legnose? Sebigas si sta muovendo già nella definizione di accordi di filiera e nella garanzia di approvvigionamento?

R.
Nelle iniziative partecipate da Sebigas ed imprenditori agricoli, un requisito fondamentale è quello di limitare a quote residuali di approvvigionamento da terzi i fabbisogno di biomasse per l’alimentazione dell’impianto, vincolando l’iniziativa ad una “sostanziale” autosufficienza tramite gestione e coltivazione di terreni propri o di proprietà dei soci.
In subordine, per gli eventuali approvvigionamenti dal mercato, le società da noi partecipate si muovono condividendo standard contrattuali che mediano sul medio termine ogni fattore speculativo, dando in cambio la certezza di ritiro dei volumi.

D. La tecnologia Sebigas permette di impiegare diverse matrici agricole e zootecniche garantendo che tipo di rendimenti?
 
R.
Il primo rendimento garantito sta nel disporre di impianti con elevata flessibilità, che consentono in fase progettuale di prevedere una molteplicità di possibili alimentazioni operando opportunamente sulla diversificazione delle dotazioni impiantistiche nei sistemi di alimentazione e caricamento, avendone perfezionato l’utilizzo di svariate differenti tipologie, anche in forza delle nostre esperienze di trattamento non solo di colture dedicate ed effluenti zootecnici, ma anche di sottoprodotti vegetali e agroindustriali (si pensi alle polpe surpressate di barbabietola).
Infine, la nostra offerta di monitoraggio e assistenza manutentiva su tutte le componenti di impianto ed assistenza biologica sul processo, completa una quadro di assolute certezze per chi acquista da noi forniture e servizi.
Ricordiamo che un impianto con potenza di 999 KWe produrrà mediamente in un anno 8.200.000 kWh di energia elettrica e 8.300.000 di energia termica, corrispondente al fabbisogno di energia elettrica di circa 2.700 abitazioni e di energia termica per circa 800 abitazioni di medie dimensioni.
Sebigas ha recentemente lanciato sul mercato anche impianti di taglia più piccola, da 250-350 KWe che consentono investimenti iniziali più contenuti e rappresentano impianti di taglia ancor più vicina alla dimensione media dell’impresa zootecnica.

D. Avete stimato gli effetti occupazionali di queste nuove filiere agricole avviate? Se sì, saprebbe indicarmi quali professionalità sono maggiormente richieste?  

R.
Al momento vediamo in aziende come Sebigas uno sviluppo della struttura e relative risorse necessarie sino a fine 2012 nell’ambito dello sviluppo progetti/investimenti e realizzazione impianti, in forza dell’orizzonte temporale (breve tutto sommato) di certezza normativa/regolatoria.
Più in là, unitamente al consolidamento/rafforzamento dello sviluppo occupazionale nella filiera elettrica per l’esercizio di tali impianti, si prevede una stabilizzazione dell’assetto occupazionale per quanto attiene alla filiera industriale dei costruttori, con crescita delle funzioni di assistenza/service.
Panorama destinato a mio parere a modificarsi nuovamente in funzione del sistema di regole che verranno definite a partire dal 2013 e fino al fatidico 2020.  
Per un azienda come Sebigas che progetta, realizza ed esercisce impianti di generazione di energia da biogas, le figure professionali richieste sono il  Progettista, il Project Manager, il Tecnico di Avviamento Impianti, il Manutentore , il Biologo, l’Operatore o conduttore di impianti, il responsabile/gestore Esercizio/Produzione.
I neo laureati sono reperibili, ed hanno una buona base teorica, ma chiaramente devono sviluppare una minima esperienza base professionale e pratica che da noi riescono ad acquisire dopo circa sei mesi dall’ingresso in società.


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