Approvvigionamento biomassa: no problem! Al via la centrale di acquisto FIPER.
Editoriale a cura Presidente FIPER – Walter Righini
La ricerca di legno sminuzzato per la combustione (cippato) è per gli operatori di teleriscaldamento a biomassa un’attività sempre più strategica in un mercato dei combustibili legnosi estremamente concorrenziale e variegato.
Per garantire la sicurezza nell’approvvigionamento di materia prima, Fiper ha dato avvio alla prima centrale di acquisto in Italia dei biocombustibili.
Dedichiamo l’editoriale di luglio alla comprensione del funzionamento di questa nuova struttura economica, intervistando il presidente Walter Righini.
D. Quali sono le ragioni che vi hanno spinto a costituire oggi una Centrale di acquisto FIPER?
R. Già da diversi anni, in Fiper si stava valutando l’opportunità di acquistare la biomassa collettivamente. I tempi però non erano ancora maturi; infatti per il corretto funzionamento di una centrale di acquisto è necessario che ogni associato decida di non farsi concorrenza nell’approvvigionamento e riponga la massima fiducia nell’operatività del consorzio. Un fattore esterno che ha facilitato la creazione della centrale di acquisto è stato l’aumento del numero di impianti che producono esclusivamente energia elettrica in grandi dimensioni, determinando una concorrenza più agguerrita per le piccole e medie centrali di teleriscaldamento.
Le ragioni per la creazione del Consorzio FIPER sono riconducibili a quelle proprie di una centrale di acquisto della grande distribuzione organizzata:
• Sicurezza nell’approvvigionamento di biomassa
• Competitività nella contrattazione (massa critica)
• Innovazione e ricerca nella gestione della catena di fornitura
• Standardizzazione prodotti
• Accesso diretto all’informazione
• Sostenibilità economica- finanziaria
• Garanzia ai fornitori
D. I volumi di consumo di cippato sono significativi?
R. Gli 80 impianti di teleriscaldamento a biomassa aderenti alla FIPER della potenza di 282 MWt impiegano annualmente circa 375.000 Ton di cippato per la produzione di 861 milioni di kWh termici.
Invece ai 45 impianti che producono energia elettrica per una potenza di 450 MWe occorrono circa 6 milioni di Ton. di cippato per produrre 2 miliardi di kWh elettrici. Questi sono i dati esclusivi per il comparto energetico; bisogna poi aggiungere l’utilizzo del cippato anche nella filiera del mobile, in particolare nell’industria dei pannellifici.
D. Com’è strutturato il mercato del cippato?
R. E’ un mercato giovane, frammentato, non ancora del tutto strutturato, contrassegnato da una elevata diversificazione dei canali e delle categorie di utilizzatori finali e oggetto di un ampio numero di transazioni decentralizzate. Per gli operatori la mancanza di caratterizzazione merceologica e di forme di contratto standardizzate, in grado di definire in maniera univoca la qualità del biocombustibile ed il suo prezzo in riferimento a peso e contenuto di umidità, rimane un serio problema, che stiamo affrontando con il Consorzio. Spesso il produttore e l'utente finale (colui che brucia il biocombustibile) si trovano di fronte a condizioni estremamente differenziate in termini di prezzo, tipo di consegna, flessibilità del contratto.
D. In un mercato giovane e frammentato, quali sono le azioni che il Consorzio ha definito prioritarie?
R. Innanzitutto: accorciare la filiera, avvicinare il produttore al consumatore eliminando inutili intermediazioni e contrastando le speculazioni dei prezzi all’acquisto dei fornitori locali.
Diversificare le fonti di approvvigionamento è un’altra delle priorità; diverse le formule che si intendono testare: dalla rivalutazione delle aree dismesse e dei bordi autostradali all’affitto e gestione collettiva di terreni agricoli per la produzione di biomassa.
Il consorzio inoltre esercita anche un’attività di vendita collettiva dei sottoprodotti derivanti dalla filiera agro-energetica e stipula convenzioni vantaggiose per i consorziati verso i fornitori di servizi (ex. trasporti, ceneri, sottoprodotti, cascami.., ect).
Il consorzio sarà impegnato anche nella realizzazione di studi e ricerche di mercato nel settore delle biomasse e nella tutela/ promozione dell’immagine dei consorziati in quanto acquirenti di biomassa.
Il nostro Slogan: Efficienza gestionale - Efficacia commerciale!
D. Chi partecipa al Consorzio?
R. Il Consorzio è stato costituito l’11 febbraio 2011.
Possono far parte del Consorzio le aziende di teleriscaldamento e biogas già associate alla FIPER.
Al 30/6/2011 sono 15 le aziende federate alla centrale che operano in Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia; in particolare:
1. Società di teleriscaldamento:
TCVVV SpA di Tirano (SO); Teleriscaldamento Termo-Elettrico Dobbiaco San Candido (BZ); ESCO Montagna Friuli Venezia Giulia di Tolmezzo (UD); Società Energetica Aostana Srl di Pollein (AO); Bioenergia Fiemme SpA di Cavalese (TN); Ecotermica San Martino spa di San martino di Castrozza (TN); SO.SV.A.V. di Ponte di Legno (BS); Provana Calore di Leinì (TO); Ricerca e Sviluppo Bioenergie di Casalmaggiore (CR); Fra.ma di Tirano (SO).
2. Società di biogas
Le Gerre di Crotta d’Adda (CR); Soc. Agro Società di Formigara (CR); Bioenergia Villa di Tirano (SO); Mantovagricoltura di Fossato di Rodigo (MN).
D. Nonostante la giovane età, avete già conseguito risultati operativi?
R. Attraverso l’accesso diretto all’informazione del prezzo di acquisto della biomassa nei diversi territori implicati, il Consorzio ha siglato sinora 3 contratti collettivi per la fornitura di cippato da bosco e Medium Rotation Forestry. A tal fine è stato redatto il contratto collettivo di pre-fornitura del Consorzio Fiper. Inoltre è in fase di valutazione la definizione di un contratto di affitto di 60 ettari in provincia di Cremona per la produzione di Medium Rotation Forestry. Nell’ambito dei servizi ai soci, stiamo realizzando l’analisi di mercato per lo smaltimento delle ceneri da combustione.











