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Si trova qui: Cosa facciamo / Articoli / Consorzio distretto agro-energetico lombardo 

Il consorzio distretto agro-energetico lombardo

Intervista al Presidente, il dott. Aldo Deias, esperto conoscitore e pioniere delle agro-energie lombarde

La costituzione del primo consorzio distretto agro-energetico lombardo nasce in seguito alla Delibera Regionale 00624 del 13 ottobre 2010 che ha riconosciuto il distretto composto da tre realtà imprenditoriali radicate in 4 province lombarde: Consorzio Italiano Biogas (Lodi), società agricola Le Gerre - TCVVV (Cremona, Sondrio), Energetica onlus (Pavia). Sin dal momento dell’approvazione, la costituzione del Consorzio si è rivelata un vero e proprio tavolo di concertazione tra le diverse realtà implicate, che avevano presentato autonomamente la richiesta di realizzare 3 distretti agro-energetici.

Cerchiamo di capire meglio che cos’è e di cosa si occupa il Distretto direttamente dalle parole del suo Presidente, il dott. Aldo Deias, esperto conoscitore e pioniere delle agro-energie lombarde.

D. Quali sono le peculiarità di un distretto agro-energetico rispetto ad un distretto agricolo?

R. La Regione Lombardia, con delibera di giunta regionale del 7 agosto 2009, n. 12085, adottata a norma del decreto legislativo 2228/2001 "orientamento e modernizzazione del settore agricolo" art.13, ha approvato la formazione di un distretto unico lombardo per la filiera energetica, sistema produttivo di comparto caratterizzato da elevata specializzazione e da una forte integrazione di filiera tra le imprese.
Il distretto agro-energetico è pur esso un distretto agricolo in considerazione che la produzione di energia è considerata attività agricola connessa se svolta da imprese agricole.
Più in generale, il consorzio di distretto, si configura come distretto rurale vista la sua alta specializzazione e la pluralità di imprese che ne possono far parte.

D. Che obiettivi il distretto si prefigge in ambito regionale, nazionale ed internazionale?
 
R. Il consorzio si propone di essere un punto di riferimento ed un modello per lo sviluppo delle politiche agro-energetiche. Prevalentemente in ambito regionale e nazionale, ma con una attenzione particolare all'internazionalizzazione delle imprese  attraverso lo sviluppo e la condivisione di risorse e conoscenze. Inoltre si intende costruire un "un disegno strategico" mediante la definizione di una visione univoca da condividere dai diversi attori a livello europeo.

D. Date le diverse vocazioni agro-energetiche delle aree ad oggi coinvolte (provincia di Cremona, Lodi, Sondrio, Pavia) e dei soggetti attualmente coinvolti come intende il distretto essere promotore di un piano di intervento che coinvolga in modo omogeneo il territorio regionale?

R. Il consorzio di distretto intende definire un "Piano di distretto" che deve essere il documento strategico di coordinamento che darà indicazioni sulle iniziative e sugli interventi di sviluppo da promuovere nelle aree ad oggi coinvolte delle provincie di Cremona, Lodi, Sondrio e Pavia, al fine di perseguire la politica dell'ottimizzazione dei processi agro-energetici e produttivi del Distretto. Il piano operativo sulla base delle situazioni territoriali rappresentate dalle imprese coinvolte traccerà le prospettive di sviluppo della filiera agro-energetica del consorzio distretto agro-energetico lombardo e delle realtà economiche, sociali e territorialmente interessate e coinvolte nella proposta distrettuale.
Pertanto il piano di distretto riassumerà:

  • la forma organizzativa adottata, il soggetto gestore, nonché le relative funzioni ed il ruolo e funzioni di altri organi coinvolti;
  • la situazione esistente e l'analisi delle prospettive di sviluppo del comparto agro-energetico lombardo, con riferimento alle peculiarità territoriali, ambientali, sociali e culturali;
  • gli obiettivi di sviluppo delle attività delineate nel rispetto degli strumenti di programmazione territoriale esistenti;
  • le proposte di intervento per lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche e la razionalizzazione dei processi produttivi e per la valorizzazione delle produzioni e dei sottoprodotti delle filiera agro-energetica del distretto, privilegiando l'utilizzo in forma integrata degli strumenti finanziari disponibili.

D. Quali sono i requisiti per entrare nel distretto?

R. Per potere far parte del consorzio di distretto è necessario essere delle imprese agro-energetiche nel settore delle energie rinnovabili. Trattasi di impresa agro-energetica se l'attività esercitata mira a produrre energia da produzioni agricole, da sottoprodotti agricoli e/o residui di origine agricola così come disciplinati dalla normativa vigente.
Colui che intende aderire al consorzio distretto agro-energetico lombardo deve inoltrare richiesta al consorzio medesimo per l'accettazione da parte del consiglio di amministrazione.

D. A partire dalla sua esperienza pluriennale da dirigente nell’assessorato Agricoltura in Regione Lombardia, che priorità si pone in veste di presidente del Distretto?

R. Le priorità che il presidente dovrà perseguire derivano dalle scelte che il Consorzio di Distretto espliciterà con l'approvazione del piano di distretto assentito dalla Regione Lombardia.
L'esperienza maturata nel settore mi porta a ritenere che in Regione Lombardia i comparti da sviluppare ulteriormente riguarderanno:

  • le innovazioni tecnologiche e di processo nell'ambito della produzione di biogas;
  • lo sviluppo della filiera del biometano in modo da sfruttare il biogas prodotto per servizi di trasporto pubblico o privato, gestito direttamente dalle imprese agroenergetiche in accordo convenzionale con gli enti locali;
  • i biocarburanti, miglioramento dell'offerta e sviluppo di carburanti di seconda generazione unitamente alla promozione, da parte del governo, dell'acquisto di veicoli puliti ed efficienti soprattutto da parte degli enti pubblici;
  • lo sviluppo ulteriore delle biomasse al fine di trovare nuovi strumenti tecnici,scientifici e finanziari per meglio aiutare le imprese del comparto;
  • la strategicità dello sviluppo di filiere legno-energia ambientalmente sostenibili sia dal punto di vista economico che ambientale per tutto il territorio del distretto agro-energetico lombardo, vista l'entità della superficie forestale e le potenzialità di biomasse legnose ritraibili dal territorio lombardo;
  • la realizzazione di modelli organizzativi, specifici per filiera, riproducibili su piccola o media scala con il coinvolgimento delle imprese del consorzio di distretto agro-energetico;
  • le proposte di adeguamenti normativi e di semplificazione ulteriore delle procedure di autorizzazione.


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