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Si trova qui: Cosa facciamo / Articoli / Importanza FER termiche 202020 

L’importanza delle FER termiche per il 202020

Intervista a Tommaso Franci, dell’Osservatorio Energia REF - RICERCHE PER L’ECONOMIA & LA FINANZA.

La newsletter del mese di giugno è dedicata a Tommaso Franci, dell’Osservatorio Energia REF - RICERCHE PER L’ECONOMIA & LA FINANZA. REF è una società indipendente che offre ricerca e consulenze personalizzate, organizza osservatori e attività di formazione e affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali. L’Osservatorio Energia di REF analizza le decisioni di politica energetica e climatica seguendone l’evoluzione della normativa, prestando attenzione anche all’evoluzione tecnologica di questo vasto settore. Lo studio REF riguardante le Fonti di Energia Rinnovabile – FER ha elaborato politiche e strumenti per la promozione delle rinnovabili termiche al fine di raggiungere l’obiettivo globale del 17% di consumi energetici coperti da fonti rinnovabili entro il 2020.

D. Dallo studio REF sulle FER termiche, quali risultano essere gli incentivi più efficaci per la promozione del calore a biomassa legnosa?

R.
Gli strumenti impiegati nel passato recente per il sostegno alle biomasse nei consumi di calore sono prevalentemente di natura fiscale: il credito di imposta per il teleriscaldamento (che può essere considerato uno strumento di “conto energia”) e le detrazioni fiscali del 36% e del 55% che agiscono in “conto capitale”. Fa eccezione il meccanismo dei titoli di efficienza energetica (TEE) o dei certificati bianchi, i cui costi gravano sul consumatore di energia elettrica o gas. La detrazione fiscale del 36% (apparecchi a pellet) e il credito di imposta per il teleriscaldamento contribuiscono per la gran parte del volume di energia rinnovabile termica che, si stima, sia stato complessivamente incentivato. Tale risultato è in parte determinato dal fatto che si tratta degli strumenti introdotti da tempo maggiore (fine anni ‘90). Il meccanismo di detrazioni fiscali del 55% è di più recente introduzione, e ha raggiunto nel 2009, anno di riferimento per l’analisi di REF, un peso non rilevante per le biomasse. Infine il sistema TEE, per cui non sono disponibili dati esaustivi, ha fornito un contributo limitato ma significativo alla crescita del consumo di energia termica da biomasse tramite reti di teleriscaldamento.

D. A livello di economia industriale, quale apporto può fornire il comparto delle FER termiche per la riconversione del settore manifatturiero made in Italy?

R.
In base alla ricognizione condotta sul ruolo delle industrie italiane delle tecnologie per le FER termiche, emerge, anche se con gradi diversi, una significativa presenza della produzione nazionale nel mercato interno e in alcuni casi anche in quelli esteri (a differenza dei casi del Fotovoltaico e dell’eolico). Per cogliere le opportunità di mercato che si determineranno in base alle stime del PAN per il ruolo delle diverse tecnologie nel settore delle FER termiche, è indispensabile che un adeguato disegno dei nuovi incentivi sia coordinato con politiche industriali mirate ai comparti manifatturieri interessati. In questa chiave, sarebbe opportuno che i livelli di sostegno dei diversi incentivi previsti dal Dlgs n. 28/2010 vengano determinati nell’ambito di una valutazione complessiva di costi e benefici connessi all’incentivazione necessaria per le diverse fonti nei diversi “settori” di consumo dell’energia previsti dalla Direttiva 2009/28/CE, elettricità, “riscaldamento e raffreddamento” e trasporti.

D. Mercato - Competitività: esiste un trade - off tra produzione di energia termica - elettrica da fonte rinnovabile?

R.
Nel confronto che abbiamo effettuato con il sistema di incentivazione adottato per il fotovoltaico (che riconosce circa 300 €/MWh per 20 anni) risulta che il costo cumulato per ottenere l’incremento di un MWh di consumo di energia da fotovoltaico per l’obiettivo 2020 è pari a circa 4400 €.  Il costo dell’incentivazione del fotovoltaico è almeno 10 volte superiore a quello che abbiamo stimato per le FER termiche.
Alla luce di questi elementi appare chiaro che la scelta adottata dal governo di determinare sistemi di incentivazione come quello per il fotovoltaico, al di fuori di un’analisi costi-benefici tra le varie opzioni possibili nelle politiche di incentivazione delle FER, aumenterà pesantemente gli oneri da sostenere per raggiungere l’obiettivo globale 2020 del 17%.

D. Che “ricetta” di politica energetica suggerirebbe al legislatore alla luce dei risultati dello Studio REF?

R.
In base agli obiettivi settoriali e agli scenari di previsione dei consumi adottati con il PAN, lo sforzo di incremento dal 2010 al 2020 nel consumo finale lordo di fonti rinnovabili per “riscaldamento e raffreddamento” dovrebbe essere di 6600 ktep, rispetto ad un valore stimato per il 2010 di 3851 ktep, per arrivare al livello target di consumi nel 2020 di 10456 ktep. Per inquadrare il ruolo degli incentivi ai fini del raggiungimento dell’obiettivo settoriale 2020 è indispensabile valutare il ruolo degli incentivi insieme al ruolo che avranno altri fattori e strumenti dell’intervento pubblico come quelli di carattere regolativo. Il processo e la strategia di intervento che consentirà il raggiungimento dell’obiettivo settoriale del 17.1% previsto dal PAN può essere schematizzato in quattro elementi:

1)emersione di consumi di FER termiche da nuove statistiche (in particolare biomasse);
2)ulteriore penetrazione delle FER termiche già competitive;
3)diffusione delle FER termiche da obblighi di integrazione negli edifici;
4)quota di penetrazione indotta dagli strumenti di incentivazione.
Seguendo questa traccia emergerà con chiarezza che le FER termiche possono dare un contributo anche più importante di quello previsto dal PAN al raggiungimento dell’obiettivo globale del 17%, con minori costi di sostegno e maggiori ricadute per il tessuto economico e industriale del Paese.


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