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Il vento del neoeletto Parlamento Europeo soffia sul futuro delle energie rinnovabili?

A cura di Vanessa Gallo - Segretario Nazionale Fiper

Il risultato elettorale europeo mette in luce una nuova “onda verde” che dalla Francia, raggiunge la Germania, l’Egeo e il Mare del Nord. Europe Ecologie, la lista francese guidata da Bendit, si è aggiudicata il 16,3% dei consensi, i Gruenen tedeschi il 12%, i Verdi greci il 4%, gli Ecologisti belgi l’8%. In Parlamento Europeo i deputati Verdi passano da 42 a 53 rappresentanti. 2 le ragioni principali di quest’esito inaspettato: l’alleanza in Francia con il mondo agricolo anti OGM, e, la convinzione da parte dell’elettorato di superare la crisi occupazionale attraverso la green economy. Nel 2008, la sola Germania ha creato 175.000 nuovi posti di lavoro dall’indotto delle energie rinnovabili.

Del resto energia e cambiamento climatico sono tra le priorità dell'agenda del Parlamento Europeo. Ridurre le emissioni di CO2 e sviluppare le fonti rinnovabili, tra le azioni più urgenti. L’approvazione della Direttiva 20 20 20 in dicembre 2008 e della Direttiva RES sulla promozione delle energie rinnovabili in marzo 2009 rappresentano un primo passo importante che apre uno spiraglio al vertice Onu di Copenaghen sui cambiamenti climatici. L’energia termica e di raffreddamento, responsabili per il 50% della domanda di energia europea, assurgono per la prima volta nella Direttiva RES un ruolo chiave per la lotta ai cambiamenti climatici.

I neoeletti deputati europei saranno chiamati a decidere sulle scelte di politica economica per raggiungere gli obiettivi previsti dalla D.20-20-20 e dalla RES. Definire strategie comuni per affrontare il cambiamento climatico significa rafforzare la cooperazione tra i 27 Stati Membri per lo sviluppo di tecnologie a basso contenuto di carbonio, armonizzare le politiche energetiche nazionali a lungo termine e concordare meccanismi flessibili di collaborazione sulle tecnologie energetiche. Ne consegue la messa a punto di un new deal che definisca un sistema di incentivi a livello EU per tutti gli Stati membri, in cui la scelta di investimento per le aziende avvenga in un mercato realmente concorrenziale, evitando distorsioni nazionali. La cooperazione tra Stati produttori e consumatori di energia diventa una conditio sine qua non per affrontare la nuova rivoluzione energetica. La maggiore trasparenza dei mercati e la creazione di partnership industriali internazionali, i fattori chiave per la riconversione industriale italiana.

Anche una rinnovata interazione Bruxelles – Roma potrà giocare la sua parte. Pensare un filo diretto tra i neoeletti deputati europei e gli stakeholder del settore energetico italiano permetterebbe di esercitare la rappresentanza diretta del settore energia italiano a livello EU. La creazione di mirror di settore nazionali, così come già avviene nella definizione delle CEN, consente di analizzare e riflettere in un approccio bottom-up sulle misure da discutere in Parlamento EU per facilitare e rilanciare gli investimenti.

Il mercato energetico europeo è in forte espansione e ricco di opportunità. Al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione Europea la responsabilità di garantire un quadro istituzionale stabile e duraturo affinché le imprese delle rinnovabili EU siano in grado di operare, sviluppare il proprio business e consolidarsi sul mercato. Fiper ha richiesto ai neoletti Deputati EU di lavorare per la definizione di regole più chiare, per la semplificazione degli iter decisionali e per monitorare sui comportamenti non discriminatori.

Una delle misure più efficaci nella lotta ai cambiamenti climatici, enunciate nella Direttiva RES, è senza dubbio la promozione dell’uso delle fonti rinnovabili per la produzione di energia termica e di raffreddamento. Infatti, il settore termico offre diverse opzioni tecnologiche per la riduzione di CO2 a costi relativamente contenuti. Oggi, la quota di calore prodotto da fonti rinnovabili nell’EU corrisponde al 9%. Secondo Aebiom, l’incidenza potrebbe raggiungere il 25% entro il 2020. Ciò implicherebbe una crescita media del 16% di produzione ripartita trai diversi Stati Membri.

La Direttiva RES è un importante conquista dell’industria che produce calore dalle biomasse.
L’impianto legislativo fornisce indicazioni sulla definizione di filiere produttive sostenibili e riconosce l’esigenza di definire la tracciabilità della materia prima per i bio-combustibili. La RES rappresenta di fatto un’evoluzione di approccio e di incisività della Direttiva 2001/EC/77. Fiper ha apprezzato la volontà del Parlamento Europeo di favorire la conversione tecnologica verso nuovi sistemi produttivi ad alta efficienza; agli Stati Membri è richiesto di incentivare le applicazioni che raggiungono l’efficienza del 85% per impianti residenziali e commerciali e il 70% per le soluzioni industriali. (Art. 13 punto 6).  Viene inoltre riconosciuto il valore economico e sociale del teleriscaldamento; ad ogni Stato Membro l’obbligo di costruire nuove infrastrutture per teleriscaldamento e raffreddamento (art. 16 punto 11).

Fiper ha invitato i neoletti Parlamentari Europei a far contare la propria posizione in relazione sull’attuazione dei punti strategici per lo sviluppo e il consolidamento del mercato del calore dall’uso delle biomasse in EU; in particolare viene richiamata l’attenzione sui seguenti aspetti:

1. Definizione e valutazione dei criteri di sostenibilità delle biomasse (punto 75);

2. Ratifica dei piani nazionali energetici che definiscono modalità di approvvigionamento della biomassa e di verifica sull’accesso ai nuovi tipi di biomassa (punto 14);

3. Caratterizzazione della biomassa (Parte 2 punto e) e relativa politica di incentivi;

4. Accesso al credito, politica degli investimenti della BEI.


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