14. maggio 2009
Approvato al Senato l’emendamento su energia elettrica da biomassa. Luci ed ombre degli effetti della misura
Roma - Nella seduta del 13 maggio, tra gli ultimi emendamenti (Art. 25) approvati dal Senato del Disegno di Legge n. 1195 “Disposizione per lo sviluppo e internazionalizzazione delle imprese” collegato alla Legge n. 244 del 24/12/2007 (Finanziaria 2008) e la Legge di conversione n.222 del 29 Novembre 2007 viene regolamentata la riforma degli incentivi alle biomasse. Previsto entro fine giugno il passaggio alla Camera; in caso di approvazione senza modifiche, gli operatori del settore potranno decidere di investire nel comparto biomasse sulla base delle seguenti misure:
1. il coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi è definito a 1,3 per gli impianti superiori a 1 MW di potenza alimentati da rifiuti biodegradabili e biomasse generiche, non di filiera.
2. il riconoscimento del coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi è pari a 1,8 per gli impianti a biomassa e biogas superiori a 1 MW derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell’ambito della filiera corta, entro un raggio di azione di 70 km. Questo incentivo verrà applicato a seguito dell’attuazione del Decreto Attuativo del Ministero dell’Agricoltura di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico previa consulta in sede Europea per la definizione di filiera corta.
3. il riconoscimento della tariffa omnicomprensiva (energia elettrica prodotta + incentivo) è pari a 280 Euro/MWh per gli impianti a biogas e biomasse inferiori a 1 MW. Inclusi nei combustibili utilizzati gli oli vegetali puri prodotti da colture oleaginose sul territorio EU, esclusi gli altri combustibili bio-liquidi, quali biodiesel, bioetanolo e gli oli provenienti da paesi extra EU (ex olio di palma).
Il provvedimento lungamente atteso (16 mesi) dagli addetti ai lavori, è un primo passo verso la definizione di una politica di incentivi che premi il merito, ossia l’efficienza nella produzione e la tipologia di combustibile utilizzato.
Ciononostante, Fiper esprime forti perplessità sulla scelta di:
1. Garantire 280 Euro/MWh in tariffa omnicomprensiva indipendentemente dalla provenienza della biomassa per gli impianti inferiori a 1 MW; questa misura non favorisce la promozione della filiera legno-energia che garantisce un extra reddito agli agricoltori e la manutenzione dei boschi nazionali, aumenta così l’appetibilità di importare da paesi extra EU i prodotti agro –forestali;
2. Innalzare il coefficiente di moltiplicazione a 1,3 definito per impianti superiori a 1 MW alimentati a rifiuti biodegradabili e biomasse generiche, indistintamente e senza alcuna caratterizzazione rispetto alla tipologia di biomassa impiegata. Il valore ambientale dell’uso delle biomasse legnose è equiparato a quello dei rifiuti, senza tener in conto degli effetti che i vari combustibili determinano a livello di impatto ambientale.
3. Non definire alcun tipo di misura ad hoc per l’energia termica prodotta da fonti rinnovabili. Viene di fatto “non premiata” la forma più efficiente di produzione derivante dall’uso delle biomasse legnose.





