BioEnergia Trentino e Trentino Trasporti insieme per la sostenibilità: il biometano prodotto dai rifiuti organici trentini alimenterà gli autobus della città di Trento

Divulghiamo il Comunicato Stampa di Bioenergia Trentino, il cui socio di maggioranza è Bioenergia Fiemme spa associato FIPER. Un esempio di diversificazione nell’impiego delle molteplici forme di biomassa per diversi impieghi.  

Trento – La Provincia Autonoma di Trento, anche grazie all’impegno dei gestori della raccolta dei rifiuti e conseguentemente delle famiglie e delle imprese trentine, ha raggiunto risultati ragguardevoli nella differenziazione dei rifiuti conquistando negli ultimi 15 anni degli standard di eccellenza diffusa. Ed è proprio grazie a questo percorso e alla disponibilità di rifiuto differenziato che nasce in Trentino la filiera di valorizzazione del rifiuto organico con l’attivazione nel 2013 dell’impianto di BioEnergia Trentino a San Michele all’Adige.

L’impianto oggi tratta circa 60.000 tonnellate di rifiuti organici e di verde urbano provenienti da tutto il Trentino, materiale che dopo essere stato sottoposto ad un processo di allontanamento delle impurità viene avviato a digestione anerobica, un processo che consente la produzione di biogas che viene poi convogliato verso un sistema di cogenerazione che permette di produrre in modo combinato energia elettrica e calore.

L’energia elettrica prodotta, circa 8.500.000 Kwh/anno, viene immessa nella rete di distribuzione. L’energia termica è utilizzata nel processo industriale di digestione anaerobica che necessita di una temperatura di circa 55 °C. Dal primo luglio 2021, dopo alcuni mesi di sperimentazione, parte del biogas prima utilizzato esclusivamente per la produzione di energia sarà avviato ad un impianto capace di estrarre il biometano in esso contenuto, di comprimerlo e di immetterlo poi nella rete di distribuzione gas nazionale a circa 60 bar di pressione. L’investimento complessivo, sostenuto interamente da BioEnergia Trentino, per l’attivazione di questa nuova attività è vicino ai 2,5 milioni di euro e ha coinvolto imprese italiane e francesi leader nella tecnologia della purificazione, compressione e misurazione di gas. BioEnergia Trentino produrrà circa 2.000.000 di Smc di biometano all’anno che saranno ceduti, grazie al coinvolgimento tecnico del Gruppo Dolomiti Energia, a Trentino Trasporti per alimentare i 67 autobus a metano che oggi circolano a Trento coprendo il 57% delle percorrenze del capoluogo e risparmiando più di 3 milioni di kg di Co2 equivalente.

Dal 1 luglio 2021 questo fabbisogno di carburante sarà quindi soddisfatto attraverso il biometano ottenuto dai rifiuti organici degli stessi cittadini del capoluogo che utilizzano gli autobus per la loro mobilità. Si tratta di uno esempio concreto di economia circolare che mette insieme le filiere della raccolta differenziata, del trasporto pubblico e una modalità di fare industria che punta ad un’autentica transizione ecologica e dà prova della capacità del Trentino e delle sue imprese di essere promotore di innovazione a favore della collettività. Questa partnership promuove un percorso circolare virtuoso volto a ridurre gli sprechi, a promuovere il riuso e la produzione di energia da fonte naturale e 100% rinnovabile generando anche benefici per la qualità dell’aria in città e per l’ambiente.

BioEnergia Trentino si è sempre posta l’obiettivo di trovare nuove forme di sviluppo per attribuire un valore agli scarti presenti sul nostro territorio dentro processi di economia circolare locale. Tutto ciò al fine di offrire nuove opportunità di investimento e crescita ai nostri territori e contemporaneamente accrescere il livello di innovazione superando la dipendenza dalle fonti fossili. L’impegno del Gruppo ha consentito fino ad ora di dare un contributo alla strategia energetica provinciale e nazionale che viene oggi incrementato con l’avvio di questo primo impianto regionale di produzione di biometano ottenuto grazie all’energia contenuta nei rifiuti organici.

Per video:
https://wetransfer.com/downloads/0391bd4dac4707fb0ede6d736f490fe620210625150242/4d7b57c8d4eda9911a72c7bdad90f20b20210625150259/bf5728

 

Strategia forestale europea: l’appello delle associazioni della filiera bosco-legno-energia al Mipaaf

L’inclusione del materiale legnoso utilizzato a fini energetici nella bioeconomia circolare e la competenza nazionale della gestione forestale sono le principali richieste presentate dalle associazioni Aiel, Conaibo, Consorzi forestali, EBS, Ef, Fiper e Uncem in una lettera congiunta ai ministri Patuanelli e Cingolani.

Roma – Le principali associazioni che rappresentano gli operatori della filiera bosco-legno-energia in Italia hanno chiesto alGoverno italiano di intervenire per migliorare la Strategia forestale europea il cui documento in bozza sta circolando in questi giorni. I presidenti delle associazioni legate al settore delle biomasse solide Aiel, EBS, Ef, Fiper, e quelli del comparto forestale Conaibo, l’associazione Consorzi forestali e Uncem hanno scritto una lettera congiunta al ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, informando anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, per esprimere preoccupazione in merito al documento sulla strategia forestale che sarà presentato alla Commissione europea nei prossimi giorni. La lettera è stata condivisa inoltre con gli europarlamentari italiani.

Le associazioni chiedono che nell’ambito della bioeconomia circolare sia incluso anche il materiale legnoso utilizzato per fini energetici, non solo quello impiegato per la realizzazione di prodotti di lunga durata, come le case, e per altri usi nel settore edile. Il legno impiegato per scopi energetici ha il diritto di entrare nel concetto di bioeconomia circolare per la valorizzazione di un settore che comporta una serie di ricadute positive sulla gestione forestale sostenibile ”, affermano le associazioni.

Nella lettera si evidenzia che la Strategia forestale europea non contempla le esternalità positiveconseguite grazie alla filiera bosco-legno-energia, nonostante questa abbia permesso negli ultimi anni di riqualificare e recuperare aree forestali danneggiate, degradate e/o affette da patologie, con un’importante azione di prevenzione dei rischi idrogeologici, di incendi, attuando diffusi interventi di miglioramento forestale. Le pratiche di gestione forestale sostenibile hanno inoltre un ruolo fondamentale nella salvaguardia della biodiversità e nella mitigazione dei cambiamenti climatici, senza dimenticare che rappresentano un importante volano di sviluppo locale, soprattutto in aree interne e marginali, quali le aree montane, nonchè una fonte di reddito per le imprese boschive e i diversi operatori di filiera.

Le associazioni richiamano l’attenzione del Governo sul carattere nazionale della competenza in materia di gestione forestale, le cui pratiche sono oggi integrate nelle legislazioni nazionali e regionali secondo il principio di distribuzione delle competenze e della sussidiarietà, in linea con i criteri e gli indicatori di Forest Europe. “L’istituzione di un possibile nuovo quadro giuridico che includa un ulteriore strumento di pianificazione e gestione forestale a livello europeo con la definizione di indicatori e soglie distorcerebbe le politiche sinora attuate dagli Stati Membri”, si legge nella lettera congiunta.

Infine, con riferimento agli obiettivi di neutralità carbonica al 2050 si è posta l’attenzione sul ruolo strategico del settore forestale attraverso funzioni strettamente interconnesse come il sequestro e lo stoccaggio del carbonio negli alberi, nei prodotti legnosi e la sostituzione di combustibili fossili con l’impiego di biomassa. Per questo all’interno della Strategia Forestale la bioenergia deve essere considerata, secondo le associazioni, in un approccio omnicomprensivo funzionale all’effettivo, concreto e complessivo miglioramento degli ecosistemi.