Fiper sottoscrive lettera di Bioenergy Europe a Ursula Von der Leyen

Bioenergie, l’industria chiede “un ruolo centrale nella strategia energetica Ue” – Lettera di Bioenergy Europe alla presidente von der Leyen: “Serve maggiore stabilità normativa e un’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie per riscaldamento, trasporti e industria”

Le bioenergie devono diventare uno dei pilastri della strategia europea per sicurezza energetica, competitività industriale e decarbonizzazione.
È il messaggio contenuto nella lettera inviata da Bioenergy Europe alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai commissari competenti per energia, clima, industria, agricoltura e ambiente.

La lettera è stata sottoscritta dai rappresentanti delle principali associazioni del settore, fra cui per le rappresentanze italiane:
Annalisa Paniz, direttrice generale di Aiel; Vanessa Gallo, direttrice di Fiper; Alessandro Guercio di Turboden.

Il documento, sottoscritto dal board dell’associazione che rappresenta oltre 5.000 imprese della filiera biomassa in più di 20 Paesi, “richiama l’attenzione dell’Unione sulla necessità di rafforzare l’autonomia energetica europea in un contesto segnato da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati energetici”, sintetizza una nota di Aiel.

Secondo Bioenergy Europe, “l’elettrificazione dei consumi resta una priorità strategica, ma da sola non sarà sufficiente a garantire la resilienza del sistema energetico europeo, soprattutto nei comparti più difficili da decarbonizzare come riscaldamento, trasporti e alcuni settori industriali. Nel 2023 – continua la nota – le fonti rinnovabili hanno coperto il 45% dei consumi elettrici europei, ma solo il 26% nel settore del riscaldamento e raffrescamento e l’11% nei trasporti, ancora fortemente dipendenti da gas e petrolio importati”.

La lettera, sintetizza ancora Aiel, evidenzia come la bioenergia possa contribuire alla stabilità energetica europea grazie alla capacità di fornire energia programmabile e stoccabile, integrando le fonti rinnovabili non programmabili come eolico e fotovoltaico.

Tra i principali vantaggi, si legge sempre nella nota, “spiccano la sicurezza energetica, la flessibilità delle reti, il contributo alla decarbonizzazione attraverso tecnologie come BECCS e biochar, il rafforzamento della competitività industriale europea e la valorizzazione sostenibile dei residui agricoli e forestali”.

Secondo i dati Eurostat richiamati nella lettera, il 96,4% delle biomasse utilizzate in Europa proviene già oggi da filiere europee, contribuendo a ridurre la dipendenza energetica dell’Unione dalle importazioni fossili.

Bioenergy Europe chiede quindi alla Commissione europea maggiore stabilità normativa, coerenza tra i principali strumenti legislativi europei e un’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie bioenergetiche per riscaldamento, trasporti e industria.