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Fiper risponde al GSE

Milano – “I dati delle verifiche e degli abusi pubblicati dal GSE in merito alla revoca degli incentivi non riguardano il comparto del teleriscaldamento a biomassa”. Esordisce Walter Righini, presidente FIPER a seguito del comunicato stampa pubblicato dal Gestore del 25 settembre.Infatti, le schede standard 36E, 40E e 47E oggetto delle principali verifiche, in cui è stata coinvolta anche la Guardia di Finanza, non riguardano il risparmio di energia fossile sui clienti finali dato dall’allacciamento alla rete di teleriscaldamento a biomassa.

“Non è in discussione l’attività di verifica del Gestore, funzione attribuitale dal Ministero dello Sviluppo Economico; la nostra preoccupazione risiede nel constatare che al GSE, oltre alla collaborazione con il MISE nell’emanazione delle norme e dei regolamenti vari, è stata demandata anche l’interpretazione delle norme stesse e la determinazione delle linee guida per l’accesso ai titoli di efficienza energetica.

“Di fatto il GSE ha assunto nel tempo un ruolo legislativo e di controllo”, specifica Righini “senza alcuna possibilità per la controparte se non i sempre più numerosi ricorsi al TAR o la rinuncia a sviluppare nuovi progetti”.
Basti pensare all’approvazione del Decreto Crescita che permette di richiedere i certificati bianchi con il riconoscimento TEE al risparmio di energia fossile ottenuto presso il cliente finale, una modifica all’art. 6 comma 4 del DM 11 gennaio 2017, attuata su spinta delle Regioni per chiarire l’ambito di applicazione dell’articolo medesimo.
Rimangono da verificare le condizioni di accesso definite “In base all’energia non rinnovabile sostituita rispetto alla baseline…”

Quindi, pur riconoscendo i TEE sull’effetto di sostituzione fossile/rinnovabile, l’incognita dell’efficacia della misura è data dalla definizione della baseline che il GSE intenderà applicare rispetto all’ammissibilità dell’intervento.È il grave limite della modifica, che demanda a un organo terzo la definizione “arbitraria” della baseline per il riconoscimento dei TEE, anziché essere definita dal legislatore medesimo.
Nel frattempo, sono trascorsi quasi 3 anni dall’emanazione del DM 11 gennaio 2017. Per le imprese, attendere 3 anni significa bloccare i piani di investimento e fermarsi. Rispetto alla collaborazione sinergica ed etica auspicata dal Gestore con le associazioni, chiediamo sia reciproca!

FIPER ha siglato nel 2015 il protocollo di intesa che prevedeva un confronto continuo attraverso un tavolo di lavoro per analizzare le problematiche in essere opportunamente clusterizzate. Nonostante le innumerevoli richieste da parte della Federazione, il tavolo non viene convocato dal 16 maggio 2016. E le problematiche in essere, pur continuando ad aumentare, sono rimaste senza risposta.

Conclude Righini:” L’invito quindi a operare nell’interesse del Sistema Paese nel raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica. Per le ragioni sopra evidenziate abbiamo avanzato la proposta che la competenza sui TEE per il teleriscaldamento a biomassa venga attribuita ad un arbitro terzo quale ARERA. O forse è in atto una politica sotterranea volta a ridurre se non eliminare la disponibilità e quindi l’acquisto dei TEE da parte dei soggetti obbligati? Ma questa è un’altra storia…o forse no!”

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