Incontro FIPER- FINCO – Roberto Cingolani, Ministro della transizione ecologica

Righini, FIPER : “apertura al confronto, con l’obiettivo comune di incremento dalla produzione di energia da FER”   

Roma In data odierna si è tenuto il primo incontro on line tra i rappresentanti della filiera rinnovabili di FINCO e il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani.

Hanno partecipato all’incontro:  il Dr. Walter Righini, Presidente FIPER, l’Ing. Massimo Poggio, Presidente FIAS; ed il Dr. Paolo Taglioli, Direttore Generale Assoidroelettrica, l’ing. Caterina Epis, Presidente Fondazione Promozione Acciaio; nonché il Direttore Generale FINCO Dr. Angelo Artale.

E’ stata l’occasione per avviare un confronto con il neocostituito dicastero sulle prospettive correlate alla futura messa in atto del Piano Nazionale Resilienza e Clima presentato ieri al Parlamento.

Diverse le tematiche affrontate nel corso del confronto; FIPER ha posto l’attenzione sul potenziale di sviluppo del teleriscaldamento efficiente (abbinato all’impiego delle biomasse legnose), sulle prospettive degli impianti a biogas agricolo in un’ottica di promozione di economia circolare e sulla produzione di idrogeno verde.

“Priorità assoluta incrementare la produzione di energia da FER anche attraverso azioni mirate di semplificazione per attirare nuovi investimenti nel settore”, in estrema sintesi il feed back del Ministro.

Commenta Righini:” siamo molto soddisfatti dell’incontro con il Ministro Cingolani, che ha dimostrato grande interesse, competenza e pragmatismo nella disamina delle proposte. Siamo fiduciosi che con la sua guida al nuovo Dicastero si possa concretamente mettere in atto l’auspicata transizione ecologica e conseguire i relativi obiettivi previsti da Green Deal, vincolanti per ogni Paese Membro”.

Negative emissions certification

The European Commission is at the very early stage of the work on the Negative Emissions Certification System. DG CLIMA will work on a robust system which will be based on clear and sound accounting systems and common standards facilitating trade. Other important initiatives in the field of carbon sequestration include carbon farming initiative and the forthcoming revision of LULUCF framework.

Energy Taxation Directive

Commissioner for Economy, Paolo Gentiloni, addressed the objectives of the forthcoming Energy Taxation Directive revision. He explicitly mentioned that the most polluting fuels will be taxed as a result of the revised of excess rates system. Also, he underlined that the anachronistic system of exemptions will be reviewed.

Taxonomy delegated act published

The European Commission has published the final version of the Delegated act on Taxonomy Regulation and annexes on Climate change adaptation and climate change mitigation. As anticipated in the leaked version, bioenergy is no longer considered a transitional activity. Rather, an activity contributing substantially to climate change mitigation making it eligible to be part of sustainable investments.

Assemblea FIPER 2021: confermato Walter Righini alla presidenza

“Continuità nell’azione: favorire fattivamente il passaggio verso l’economia circolare attraverso la promozione e consolidamento delle bioenergie!”

Si è appena conclusa l’Assemblea nazionale di FIPER tenutasi in modalità on line. È stata l’occasione per definire le prossime linee programmatiche della Federazione a partire dal rinnovo delle cariche elettive.

L’assemblea composta dai gestori di teleriscaldamento a biomassa, imprese agricole produttrici di biogas, operatori filiera legno ha deciso di “dar continuità” agli assi di intervento definiti dal Consiglio uscente nel corso delle interlocuzioni con le istituzioni, in particolare in riferimento alle proposte presentate all’interno del Piano Ripresa e Resilienza.

Confermato alla guida della Federazione all’unanimità, Walter Righini in qualità di presidente al suo 7° mandato. In qualità di vicepresidenti Federica Galleano del CMA e Hanspeter Fuchs rispettivamente rappresentanti il comparto biogas e il teleriscaldamento. In Consiglio Direttivo si conferma la presenza di: Lutzu Alessia (Gruppo Engie) Galliano Paolo (Gruppo Egea), Rienzer Rudi (Unione energia Alto Adige), Sartori Luigi (Anaunia Energia), Ventre Tony (Unione Comuni Valdarno e Valdisieve). Si aggiungono tre nuove presenze: Mischi Gustaf (Azienda multiservizi Brunico), Ghidella Riccardo (Gruppo Edison) e Puntel Carmelino (Associazione Consorzi Forestali Lombardia).

L’Assemblea ha ribadito l’urgenza di favorire fattivamente azioni e provvedimenti che stimolino il passaggio verso l’auspicata economia circolare.

In particolare:

– gestione sostenibile forestale, quindi la messa in atto della Strategia Forestale che favorisca l’incremento dei prelievi legnosi a fini produttivi ed energetici per una migliore cura degli stessi;

– riconoscimento degli impianti a biogas agricolo e teleriscaldamento a biomassa quali strumenti/driver per promuovere la sostenibilità ambientale ed economica del settore primario;

– disincentivare la metanizzazione delle aree montane e promuovere l’avvio di 458 impianti di teleriscaldamento alimentati a fonti rinnovabili (in particolare biomasse legnose);

– consolidare la capacità esistente a biogas/biomasse attraverso la diversificazione di servizi/prodotti: biometano, idrogeno verde;

– costituire le comunità dell’energia rinnovabile a partire dai territori già 100% rinnovabili.

Questi punti saranno oggetto di confronto con il ministro Cingolani nell’incontro, organizzato da Finco, che la Federazione terrà il 28 aprile presso il neocostituito Ministero della transizione ecologica.

In questo scenario emerge l’importanza di investire in comunicazione e in un’evoluzione culturale riguardo le potenzialità offerte dal comparto delle bioenergie, andando oltre il pregiudizio e le campagne di disinformazione.

Conclude Walter Righini: “ringrazio l’Assemblea per la fiducia e avermi confermato alla guida della Federazione; le prospettive post Covid e gli ambiziosi obiettivi europei, rappresentano una nuova sfida per le nostre aziende e per la Federazione. Un’occasione per innovarsi ed evolvere preservando le proprie radici e identità territoriali”.

Biometano agricolo: urgente la revisione della normativa per il futuro dell’agricoltura italiana

Intervista con il dott. Andrea Chiabrando, direttore del Consorzio Monviso Agroenergie, esperto conoscitore del settore, nonché membro del comitato tecnico-scientifico FIPER.

Il biometano nel corso degli anni ha suscitato grandi aspettative e interessi da parte degli operatori e investitori. Imprese agricole, multiutility, grandi player dell’energia sono alla ricerca della combinazione “ottimale” tra diete (alimentazione) e tecnologia per far quadrare i business plan.
Il decreto biometano del marzo 2018 ha favorito la realizzazione di nuovi impianti afferenti al settore ambientale e industriale, le cui matrici impiegate sono riconducibili ai rifiuti, agli scarti agroindustriali e agroalimentari. Nel comparto agricolo invece non si è assistito a questo tipo di sviluppo.

La produzione di biometano da matrici agricole può rappresentare un elemento di forza nell’ambito delle strategie ambientali a livello europeo e nell’attuazione nazionale degli obiettivi del Next Generation EU (PNRR), nonché nella messa in atto delle indicazioni del “Farm to fork”.

Approfondiamo il tema con il dott. Andrea Chiabrando, direttore del Consorzio Monviso Agroenergie, esperto conoscitore del settore, nonché membro del comitato tecnico-scientifico FIPER.

1) Può spiegarci brevemente le barriere esistenti che stanno limitando lo sviluppo del biometano agricolo?

Gli ostacoli che abbiamo riscontrato nel Decreto biometano sono riconducibili ai seguenti aspetti: durata limitata dell’incentivo garantito a fronte di importanti investimenti, forti limitazioni alle biomasse impiegabili (reflui zootecnici, triticale o sorgo come colture di copertura e successive a primo raccolto feed food, esigua lista di sottoprodotti), difficoltà di accesso ed elevati costi di connessione alla rete gas, complessità tecnologica delle soluzioni avanzate (es. liquefazione), rigidi vincoli legati alla sostenibilità (certificazione obbligatoria).
Le difficoltà sopra descritte rischiano di lasciare la filiera prevalentemente in mano ai grandi soggetti industriali che, per effetto della loro struttura, capacità di investimento e dei diversi obiettivi imprenditoriali, stanno comunque acquisendo impianti biogas ed asset della filiera agricola in modo sempre più importante. È concreto, quindi, il rischio di un indebolimento del ruolo del settore primario proprio in una filiera, quella del biogas da matrici agricole, che così tanto ha contribuito al rafforzamento delle nostre aziende cerealicole e zootecniche.
Il biometano agricolo va inteso nell’ottica di “economia circolare” dell’impresa agricola e diversificazione del reddito. Innovazione, sviluppo sì, puntando a consolidare e rendere le aziende agricole più competitive sui mercati internazionali.

2) I nostri cugini d’oltralpe come si sono mossi per favorire l’avvio di impianti di biometano agricolo in piccola scala?

Il legislatore francese da sempre attento e in ascolto delle esigenze del settore primario ha optato, con successo, per l’incentivazione molto forte (fino a circa 1,3 €/Smc) del biometano prodotto in piccoli impianti aziendali, connessi alla produzione zootecnica e agricola (allevamenti e coltivazioni), applicando una tariffa decrescente in funzione della grandezza della taglia d’impianto.

3) E in Italia, invece quale approccio si è seguito?

In Italia, al contrario, la tariffa riconosciuta è indipendente dalla taglia dell’impianto e favorisce la valorizzazione di scarti e rifiuti. Una scelta politica di economia circolare, legittima, che non ha tenuto sufficientemente conto dell’impatto prodotto dalla filiera di approvvigionamento in termini ambientali e sociali. Il costo della logistica “trasporto” incide in modo preponderante su materiali spesso energeticamente “poveri”; da qui la necessità di puntare su taglie elevate (>=500 Smc/h) per garantire la sostenibilità economica, con le conseguenti ricadute in termini di traffico, elevata occupazione di suolo e scarsa accettabilità sociale, che rischiano di compromettere l’immagine positiva che il biogas agricolo virtuoso si è faticosamente costruita negli anni.

4) Qual è il sistema di incentivazione attualmente in vigore nel Bel Paese?

Il sistema di incentivazione prevede per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31/12/2022, l’assegnazione di un Certificato di Immissione in Consumo (CIC) del valore fisso di 375 € per ogni 1.255 Smc di biometano. La durata è di 10 anni; al termine il prezzo del CIC dipenderà dal mercato, senza alcuna garanzia per il produttore. L’incentivo base corrisponde a 0,30 €/Smc, se vengono impiegate matrici per biometano avanzato (es. reflui zootecnici, triticale, alcuni sottoprodotti,) raddoppia a 0,60 €/Smc. All’incentivo totale va aggiunto il prezzo di mercato del biometano, variabile fra 0,10 e 0,20 €/Smc. Il prezzo finale è di circa 0,70-0,80 €/Smc.
Un impianto da 250 Smc/h corrispondente a circa 1 MWe equivalente fattura circa 1.700.000 €/anno (250 mc/h x 8500 h x 0,80 €). Il fatturato massimo conseguibile con la produzione di biometano agricolo è equivalente alla tariffa elettrica di circa 0,21 €/kWe (in funzione del prezzo di mercato del BM).
Pertanto, sulla base dei numerosi business plan agricoli da noi analizzati è difficile pensare ad una sostenibilità economica con un prezzo finito sotto 1 €/Smc per il biometano da filiera agricola.

5) È previsto un sostegno per la riconversione del parco impianti a biogas agricolo esistente?

Le riconversioni totali o parziali sono previste entro 3 anni dalla scadenza dell’incentivo elettrico e danno diritto ad un periodo di 10 anni di CIC garantito a partire dalla riconversione (quindi 7 anni di ulteriori incentivi). La riconversione totale implica la cessazione dell’incentivo a 0,28 €/kWh (o 0,236 per i nuovi FER) ed il passaggio all’incentivo biometano.
Il fatturato col passaggio al biometano si riduce da 2,2 M€ per MWe a 1,7 M€ circa per un periodo di almeno 3 anni, se non 5 (per un impianto del 2012 che scade al 2027). La rinuncia ad almeno tre anni di incentivo, unita ai maggiori costi dell’energia ausiliaria per il biometano, sono gli elementi che hanno disincentivato la riconversione. Si aggiunga l’obbligo di passaggio ad una dieta limitata alle matrici da BM avanzato.

La riconversione parziale impone di rinunciare ad almeno il 30% della produzione elettrica, affiancandola con una produzione libera di biometano incentivato. In questo caso, lo scenario potrebbe essere meno critico; tuttavia, è necessario rimodulare la dieta prevista per il biometano avanzato per l’intero impianto (anche la parte elettrica). Inoltre, al termine dell’incentivazione elettrica (successiva al 2022) la quota dismessa del 70% non potrà essere automaticamente riconvertita a biometano incentivato, salvo proroghe del sistema attuale.
Anche la riconversione parziale, quindi, crea instabilità per i titolari di impianti biogas elettrici.

6) In che modo incide il costo della dieta nella produzione di biometano agricolo?

Il costo annuo della dieta non può superare i 500.000 euro per un impianto da 250 Smc/h impiegando solo matrici avanzate e tenendo conto degli altri costi di produzione, altrimenti non è sostenibile. Nelle matrici avanzate non sono compresi i sottoprodotti impiegabili per l’alimentazione umana, per il bestiame, né il mais o l’orzo. Le colture dedicate (triticale, sorgo, etc.) devono essere in successione a colture alimentari, riducendo la produzione annua di biomassa energetica e aumentando il fabbisogno di terra. È evidente che la principale criticità degli impianti biometano agricolo è legata all’approvvigionamento delle biomasse ammesse a costi contenuti, evitando trasporti costosi ed impattanti. Altro elemento da non sottovalutare è legato al rispetto dei criteri di sostenibilità definiti dalla norma UNI TS/11567, che va a condizionare l’impiego delle colture dedicate e rappresenta un ulteriore onere per il produttore.

A valle di queste considerazioni poco incoraggianti occorre osservare che il biometano rappresenta attualmente l’unica opportunità per dare continuità al parco impianti a biogas agricolo esistenti in esercizio.

7) Quali sono a suo avviso le revisioni normative necessarie per favorire la realizzazione e conversione di Impianti di Biometano Agricolo (IBA)?

La revisione dell’attuale sistema deve, a nostro avviso, definire in primis l’“Impianto di Biometano Agricolo” che risponde alle seguenti caratteristiche:

– approvvigionamento di matrici prevalentemente aziendali (o cooperative) a filiera corta;
– stretta connessione con la filiera agricola locale (promosso e gestito da imprenditori agricoli)
– gestione ambientale virtuosa: copertura di tutte le vasche, interramento immediato del digestato.

L’IBA potrebbe beneficare di:
– durata del ritiro del CIC maggiore di 10 anni per consentire un ammortamento più agevole degli investimenti
– Incentivo specifico aggiuntivo per il settore agricolo (quinto CIC per IBA) che consenta di coprire gli extra costi di una filiera agricola locale e virtuosa. Si raccomanda la definizione di premialità crescenti per piccole taglie aziendali sul modello francese.
– Rivalutazione dei vincoli sulle diete (es. per impianti misti elettrici e biometano e ruolo delle energy crops)
– Maccanismo di protezione dalla volatilità del prezzo della molecola.
– Mitigazione delle decurtazioni di incentivo in caso di riconversione tardiva da sistema elettrico

Queste azioni sono realizzabili, a partire da una ferma volontà politica e di una convergenza di intenti nel riconoscere il ruolo di primo piano del settore agricolo nell’economia circolare e nel green deal. Le misure, del resto, sono compatibili con le regole europee in materia di energia e di aiuti di Stato visto, ne è testimonianza la Francia le ha già attuate in modo efficace.

8) Prospettive GNL?

Il decreto biometano incentiva la realizzazione di impianti di distribuzione e di liquefazione del biometano per la produzione del GNL attraverso una maggiorazione del CIC pari al 20%. Il limite massimo di incentivazione è di 600.000 € per i distributori di biometano e di 1,2 M€ per impianti di liquefazione (valore <70% dell’investimento). In situazioni particolarmente vantaggiose per la localizzazione di un distributore, l’opportunità offerta può essere interessante tenendo conto che la quantità prodotta necessita di una rete di distribuzione di prossimità.
Il GNL viene considerato da molti operatori una concreta possibilità perché consente di realizzare margini più interessanti, tuttavia, considerando la complessità tecnologica di un liquefattore, non è una operazione accessibile a tutti.

In conclusione, per favorire fattivamente la riconversione dei 1.500 impianti a biogas elettrico a produttori di biometano agricolo, è prioritaria un’evoluzione dell’attuale normativa seguendo l’esperienza del modello francese, da un lato per aumentare la competitività delle aziende agricole e zootecniche, dall’altro per produrre energia rinnovabile nei trasporti.

 Un esempio concreto di agricoltura circolare nel rispetto dell’ambiente.

Carbon Border Adjustment Mechanism

The European Commission rejects the idea of maintaining the system of free EU ETS allowances for the European Industry that would be eligible for CBAM. Such arrangement would be considered as a double funding and it would not be WTO-compatible. For more information, please contact Michal Dlugosz

News dal Terroritorio: Intervista Magnifica Essenza

Che cos’è Magnifica Essenza?
Magnifica Essenza è una SRL Benefit, una giovane realtà nata nel 2019 che produce e distilla oli essenziali in corrente di vapore.
E’ un progetto che nasce nel cuore della Valle di Fiemme, in Trentino, grazie alla sinergia di quattro realtà del territorio che rappresentano, ciascuna, un pezzo della nostra storia e della nostra tradizione e che hanno a cuore gli stessi ideali: l’amore per l’ambiente, l’attenzione alla persona e la ricerca della qualità.
Nasce in val di Fiemme e non a caso visto che è proprio la val di Fiemme a fare da mamma al progetto fornendo la principale fonte di materia prima, le conifere, di cui la vallata è particolarmente ricca: abete rosso in primis, ma anche abete bianco, cirmolo e pino mugo.
Magnifica Essenza è un esempio di azienda che fa del principio di economia circolare davvero la sua essenza.

La distillazione degli oli avviene infatti recuperando il calore di scarto proveniente dai fumi di Bioenergia Fiemme Spa, primo impianto di teleriscaldamento a biomassa in Trentino e socio Fiper, in grado di fornire il calore all’abitato di Cavalese. Questo calore di scarto viene trasformato in vapore e utilizzato per l’estrazione degli oli essenziali dalle matrici verdi delle conifere. E’ dunque a impatto zero.  

Grazie a un processo in corrente di vapore si estraggono gli oli essenziali delle conifere e delle piante officinali, che sprigionano attraverso di esso le loro proprietà benefiche.

La distillazione in corrente di vapore è uno dei pochi metodi naturali di estrazione degli oli essenziali. Gli oli essenziali che vengono estratti con questo metodo sono 100% puri, non avviene alcun processo chimico, si estrae l’olio dalla pianta in tutta la sua purezza.

Qual è il significato del motto “Tutto merita una seconda possibilità”?
E’ il principio base della nostra azienda.
Come già accennato si recupera il vapore di scarto ma viene fatto anche un passettino in più. La parte delle conifere che viene utilizzata attraverso il processo di distillazione è quella che normalmente viene scartata nel processo di lavorazione del legno. Si recupera infatti la parte verde della pianta, quella che viene lasciata dai boscaioli perché non utilizzabile nelle segherie o quella delle fronde schiantate dalla neve e dal vento durante la stagione invernale.
In questo senso “Tutto merita una seconda possibilità”: ciò che viene ritenuto normalmente materiale di scarto diventa fonte di oli pregiatissimi: gli aghi sprigionano, attraverso la distillazione, il loro olio essenziale trasportando l’essenza dei boschi nelle nostre case.

Per cui la vostra produzione è esclusivamente legata alle conifere?
Le conifere sono il nostro cuore, fanno parte del nostro dna: abbiamo la fortuna di avere fuori dalle nostre case dei boschi meravigliosi, rappresentano la caratteristica del nostro territorio.
La nostra produzione non si limita però a questo: nella sede di Cavalese vengono distillate anche piante officinali come la lavanda di montagna, lavanda intermedia, achillea, santoreggia, issopo.
 
A completare la nostra gamma di prodotti ci sono poi gli immancabili agrumati e i profumi della macchia del Mediterraneo – rosmarino, mirto, origano per citarne alcuni, che possiamo offrire alla nostra clientela grazie a una fidata rete di partner selezionati.

Ogni olio essenziale viene scelto e distillato secondo le disponibilità stagionali, valutando attentamente la materia prima e la sua provenienza.

Le proprietà degli oli essenziali sono sempre più apprezzate nell’aromaterapia e nella cura della persona.Forse non è immediato comprenderne le possibilità di utilizzo ma sono in realtà molteplici anche ad uso casalingo. Come con i suffumigi, mettendone alcune gocce in acqua calda per curare i mali di stagione; come profumatori di ambiente, nebulizzandoli nei luoghi che amiamo; nel massaggio, veicolati sempre con oli neutri di qualità; in cucina, per aromatizzare le nostre pietanze, come anche nei bagni caldi, nelle saune, per l’aufguss, nel bagno turco.

Magnifica Essenza propone i suoi oli essenziali come oli puri ma anche all’interno di altri prodotti che ne esaltano le loro proprietà. Per fare alcuni esempi: i gel igienizzanti mani, gli spray profumatori per l’ambiente, gli unguenti balsamici e altri prodotti per il benessere, tutti prodotti di altissima qualità.
Cerchiamo di mantenere saldi gli ideali alla base del nostro progetto attivando inoltre collaborazioni con cooperative sociali del territorio e associazioni che sposano i nostri valori.

Dove si possono acquistare i prodotti Magnifica Essenza?
Siamo una realtà giovane e la nostra rete vendita è al momento legata perlopiù al nostro territorio dove siamo rappresentati in alcune erboristerie e farmacie. Gestiamo inoltre la vendita diretta sul nostro shop online https://shop.magnificaessenza.it/   spedendo su tutto il territorio italiano.  

Per un utilizzatore profano perché comprare un olio essenziale?
Per tornare a respirare. Anche non volendo addentrarsi nelle proprietà benefiche degli oli essenziali che sempre più vengono riconosciute, gli oli essenziali hanno il potere di aprire gli angoli della nostra memoria. Pensate a quanto l’olfatto sia in grado in solo pochi secondi di far affiorare emozioni, ricordi, sensazioni. Poche gocce di un olio essenziale nebulizzate nell’ambiente possono riportarci alle passeggiate in montagna, possono farci addentrare nel bosco, percepirne la purezza dell’aria, ci possono riportare a quel benessere, a quella serenità d’animo che viviamo nella natura.
E forse in tempi come questi tornare a “respirare” è quantomai importante per riportarci a uno stato di benessere.

Mara Guglielmi, ufficio commerciale

Consultazione Piano Energetico Ambientale provincia di Trento: FIPER, puntiamo sulle bioenergie!

Fiper ha partecipato alla consultazione pubblica promossa dalla provincia di Trento in riferimento al Piano Energetico Ambientale 2021-2030.

La Federazione invita il governo provinciale a promuovere il teleriscaldamento a biomassa nei 66 comuni attualmente non metanizzati, a favorire lo sviluppo delle comunità dell’energia rinnovabile nei comuni già 100% rinnovabili. Nel comparto biogas, invece, l’attenzione verso i servizi di flessibilità al mercato elettrico e l’impiego del biogas per favorire la mobilità sostenibile (biometano- idrogeno) e diversificare i servizi nel Piano Energetico Ambientale provinciale 2021-2030 –Consultazione Pubblica

REPLACE EU project: publishes 2 new reports

The REPLACE EU-funded project on climate friendly heating and cooling has published 2 new reports: ‘Best Practise Examples of (R)HC Replacements in the Target Regions’ showing 38 best practice examples from real life system replacements, and ‘Statistical Inventories of the Heating Systems Market and Development Scenarios in the Target Regions’, dealing with the replacement potential in the ten project regions from Western over Central to Southeastern Europe.