Un convegno per celebrare i venticinque anni di attività ma anche una preziosa occasione per discutere del futuro del settore, con una specifica attenzione al contesto geopolitico ed economico internazionale.
Milano – Una Sala Azionisti di Edison gremita ha ospitato questa mattina il convegno “Sicurezza energetica, innovazione e comunità”, organizzato da Fiper in occasione dei 25 anni dalla sua fondazione. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo accademico, associazioni e operatori del settore per un confronto ad alto livello sul futuro dell’energia rinnovabile in Italia.
L’incontro ha approfondito la necessità di un approccio integrato e sistemico alla transizione energetica, capace di valorizzare le specificità territoriali, rafforzare le filiere locali e garantire sicurezza, sostenibilità e competitività nel lungo periodo.
Ad aprire i lavori, coordinati dalla Direttrice responsabile di Quotidiano Energia Romina Maurizi, sono stati i saluti istituzionali del Ministro Gilberto Pichetto Fratin e dell’Assessore agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche di Regione Lombardia Massimo Sertori, seguiti dal benvenuto del padrone di casa Angelo Marzullo, Responsabile Direzione Portfolio Management di Edison Next e dall’intervento del Presidente di Fiper Michele Colli.
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha aperto il suo discorso inaugurale con il riferimento al contesto internazionale, che pone con forza il tema della sicurezza energetica e richiede uno sforzo da parte del Paese per affrontare al meglio questa fase storica. A questa situazione di instabilità, il settore delle biomasse può fornire un’ottima risposta, aggiungendo la capacità di creare economia circolare, occupazione e sviluppo nei territori in cui opera, con un modello di produzione energetica virtuoso che coniuga gestione forestale sostenibile con l’attenzione alle emissioni e alla tutela dell’ambiente.
Al centro del convegno, il tema della sicurezza energetica, sempre più intrecciato con gli equilibri geopolitici ed economici. Su questo, l’Assessore regionale Massimo Sertori ha sottolineato come l’autonomia energetica rappresenti oggi una priorità imprescindibile. La Lombardia, territorio fortemente energivoro con circa 10 milioni di abitanti e un sistema industriale strategico per il Paese, è chiamata ad affrontare una sfida complessa, anche in considerazione del fatto che in prospettiva, il fabbisogno energetico regionale è destinato a crescere, passando dagli attuali 65 TWh annui a circa 70 TWh entro il 2030.
“A una situazione straordinaria devono corrispondere azioni straordinarie”, ha dichiarato, evidenziando gli interventi messi in campo dalla Regione, tra cui gli investimenti nel teleriscaldamento e nelle biomasse. Sono stati stanziati 20 milioni di euro per l’efficientamento delle reti, mentre ulteriori misure saranno oggetto di revisione e miglioramento in collaborazione con il settore. L’obiettivo è incrementare la produzione da fonti rinnovabili fino a 10 GW, oltre i target iniziali, per garantire maggiore sicurezza e autonomia energetica.
Angelo Marzullo, Direttore Portfolio Management Edison Next ha aperto i lavori del convegno: “Per Edison, che da oltre 140 è parte integrante dello sviluppo energetico del Paese, aver accolto i protagonisti della filiera Legno-Energia significa poter ribadire con chiarezza il nostro impegno verso una transizione energetica del Paese. Abbiamo condiviso la visione sul ruolo strategico della biomassa legnosa nel percorso di decarbonizzazione dell’Italia, nella valorizzazione dei territori e nello sviluppo di una filiera industriale solida, sostenibile e radicata a livello locale. La biomassa legnosa si pone, infatti, come un’opportunità economica e industriale in quanto fonte rinnovabile, programmabile e locale, capace di garantire continuità nella produzione di energia termica per l’industria e per i sistemi di teleriscaldamento, rafforzando la sostenibilità ambientale, la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese. È significativo che, in un contesto geopolitico come quello attuale, caratterizzato da una crescita senza precedenti dei prezzi del gas naturale in Europa, i prezzi della biomassa legnosa abbiano, invece, mostrato una sostanziale stabilità, senza subire le oscillazioni estreme registrate dalle fonti fossili. E mentre si torna a parlare di crisi degli approvvigionamenti, si nota che l’Italia dispone di una superficie complessiva di boschi e terreni boscati pari a circa il 40% del territorio nazionale, grazie a un trend di crescita che indica una dinamica favorevole per considerare la biomassa legnosa come una fonte energetica programmabile”.
“Quella di oggi è per noi allo stesso tempo una grande festa per celebrare il nostro venticinquesimo compleanno, ma anche una preziosa occasione di confronto tra i massimi esponenti del settore energetico rinnovabile, sul quale è necessario investire e fare ricerca, per procedere spediti verso l’abbandono delle fonti fossili” dichiara il Presidente di Fiper Michele Colli. “Fiper lavora senza sosta da venticinque anni per promuovere l’utilizzo delle biomasse legnose vergini per la produzione di energia elettrica e termica rinnovabili e la gestione forestale sostenibile delle nostre foreste, come driver di vera innovazione e sviluppo locale. Questo bagaglio di esperienza, insieme alla situazione geopolitica internazionale, ci porta a chiedere con maggiore forza la massima attenzione da parte delle istituzioni per la promozione del nostro settore, sempre più strategico sia in termini ambientali e sociali, sia economici e politici. Per questo stiamo lavorando per creare reti sempre più ramificate e coese per sostenere le esigenze del comparto su tutti i tavoli di lavoro e decisionali di livello regionale, nazionale ed europeo”.
Nel corso della mattinata si sono poi alternati contributi di autorevoli relatori, che hanno offerto una visione articolata sulle sfide della transizione energetica, alimentando un dibattito denso di contenuti:
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle aree montane, con l’intervento di Anna Giorgi, Responsabie Polo Unimont dell’Università degli studi di Milano, che ha evidenziato la necessità di superare la visione delle montagne come territori marginali. “Le montagne non sono margini, ma risorse strategiche”, ha affermato, ricordando come, per esempio, una parte significativa dell’energia idroelettrica lombarda venga prodotta proprio in questi contesti. Le aree montane, grazie alla loro biodiversità e alle potenzialità della bioeconomia, possono rappresentare un laboratorio per modelli di sviluppo resilienti, economia circolare e innovazione. Centrale, in questo processo, è il ruolo della formazione e del coinvolgimento dei giovani, con Unimont che oggi accoglie circa 250 studenti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Sul fronte delle biomasse, Marco Borgarello, Direttore Dipartimento Uso efficiente dell’energia per gli usi finali e territorio di RSE, ha evidenziato come questo settore rappresenti una componente chiave della transizione energetica, non più intesa come semplice fine, ma come strumento per raggiungere sicurezza e competitività. Le biomasse, che già oggi coprono oltre il 65% delle rinnovabili termiche, offrono vantaggi significativi in termini di programmabilità, integrazione con i fabbisogni locali e sviluppo economico dei territori, contribuendo alla creazione di occupazione e alla gestione attiva delle risorse forestali.
Irene Di Padua, Policy Director di Bioenergy Europe ha richiamato il quadro normativo europeo, sottolineando il ruolo centrale della Direttiva RED II e della RED III e della nuova Bioeconomy Strategy, pubblicata nel novembre 2025, che orienta le politiche future del settore. In questo contesto, strumenti come il Carbon Removal Certification Framework (CRCF) rappresentano un ulteriore passo verso il riconoscimento del contributo della bioenergia alla decarbonizzazione.
Il ruolo degli incentivi e dell’innovazione è stato approfondito da Luca Barberis, Direttore Direzione Fonti Rinnovabili di GSE, che ha evidenziato come i meccanismi di supporto non si limitino a sostenere gli investimenti, ma favoriscano anche lo sviluppo di nuovi modelli energetici. In particolare, le comunità energetiche rappresentano un esempio concreto di sistema circolare, in cui produzione e consumo si integrano, aumentando la resilienza rispetto alle fluttuazioni del mercato e le biomasse sono strumenti importanti di economia circolare e valorizzazione dei territori e delle comunità.
Antonio Nicoletti della Segreteria nazionale di Legambiente, ha posto l’attenzione sul patrimonio forestale italiano, cresciuto negli ultimi anni ma ancora poco valorizzato. Solo il 20% delle foreste è attualmente pianificato, a fronte di un’elevata disponibilità di risorse che potrebbero essere meglio integrate nelle filiere energetiche nazionali. “È necessario investire in tutte le fonti rinnovabili, comprese le biomasse, e rafforzare il peso del settore forestale anche a livello europeo”, ha sottolineato, rilanciando la proposta di istituire una Direzione generale dedicata alle foreste in ambito UE.
Francesco Demichelis, Responsabile Direzione Teleriscaldamento Edison Next, ha dato una panoramica degli impianti a biomassa di Edison Next, a testimonianza dell’impegno per lo sviluppo del settore da parte della società energetica: “Grazie a soluzioni a biomassa legnosa e grazie alla nostra capacità d’investimento, decarbonizziamo il calore necessario per i processi produttivi e per il riscaldamento di edifici pubblici e privati, stabilizzando la spesa energetica. Gestiamo 48 impianti a biomassa in grado di produrre complessivamente quasi 50 MW termici, gestendo oltre 88.000 tonnellate di biomassa all’anno. Inoltre, sono in fase di sviluppo più di 10 nuovi impianti a biomassa con capacità produttiva superiore a 30 MW termici, grazie alla gestione di oltre 30.000 tonnellate di biomassa. Si tratta di impianti concentrati prevalentemente nel nord Italia, dedicati soprattutto ad alimentare reti di teleriscaldamento, in grado di valorizzare i territori portando crescita sostenibile alle realtà locali e vantaggi economici per la comunità. Un esempio concreto è rappresentato dallo sviluppo di una nuova rete di teleriscaldamento alimentata al 100% da biomassa legnosa da filiera corta locale presso il Comune di Cervignano del Friuli. Ma siamo anche impegnati a diffondere l’utilizzo della biomassa a uso industriale per sostenere la competitività delle imprese e il raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità. Lo dimostrano le partnership avviate con lo stabilimento di Cuneo di Michelin, dove un sistema integrato di interventi all’avanguardia include anche caldaie a biomassa legnosa da filiera corta, e con Marzotto Group e il Comune di Valdagno, dove una nuova rete di teleriscaldamento verrà alimentata da un impianto composto anche da una caldaia a biomassa legnosa. Il nuovo impianto verrà ospitato presso lo stabilimento di Marzotto Group a Valdagno, che potrà soddisfare una parte rilevante del proprio fabbisogno energetico con l’energia elettrica rinnovabile prodotta, mentre l’energia termica verrà distribuita alla comunità locale attraverso la relativa infrastruttura, testimoniando l’importanza di partnership tra pubblico e privato in grado di generare valore per le imprese e i territori”.
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