Il settore forestale italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione, chiamato a rispondere alle sfide della transizione energetica, della gestione sostenibile delle risorse naturali e della sicurezza dei territori. In questo scenario, il contributo delle donne rappresenta una risorsa sempre più strategica per rafforzare competenze, innovazione e capacità decisionale lungo l’intera filiera.
Il tema è stato al centro del convegno “Foreste: femminile, plurale”, svoltosi lo scorso 27 febbraio nell’ambito di Progetto Fuoco a Verona, organizzato e promosso dalla nascente Rete Donne Foreste, di cui anche Fiper è parte attiva. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e professioniste del settore, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo femminile nella filiera forestale e rafforzarne la presenza nei luoghi decisionali.
I numeri mostrano una realtà in evoluzione ma ancora caratterizzata da margini di crescita. In Italia sono 366.000 le imprese femminili attive nel settore primario, pari al 31,5% del totale, ma mediamente sono di dimensioni più ridotte rispetto a quelle guidate da uomini (7,7 ettari contro 12) e c’è una minore presenza di donne nei ruoli apicali. Nel comparto della silvicoltura e delle attività forestali, la quota di imprese guidate da donne si attesta intorno al 12%, segno di una presenza significativa ma ancora limitata in un settore tradizionalmente maschile.
Guardando al lavoro complessivo nelle campagne e nei territori rurali, i dati indicano che oltre un quarto degli occupati in agricoltura in Italia è donna, mentre circa un’azienda agricola su tre è guidata da imprenditrici. Nonostante questo peso numerico, la presenza femminile si riduce progressivamente nei livelli decisionali, nelle organizzazioni di rappresentanza e nei luoghi in cui si definiscono le politiche agricole e forestali. Inoltre il divario salariale di genere nel settore forestale e agricolo vede le donne svantaggiate, con retribuzioni orarie spesso inferiori a causa di maggiore precarietà, contratti part-time e ruoli meno qualificati.
La situazione non riguarda solo l’Italia. Secondo la FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations), le donne rappresentano circa il 43% della forza lavoro agricola nei Paesi in via di sviluppo e svolgono un ruolo centrale nella gestione delle risorse naturali. Allo stesso tempo, l’organizzazione evidenzia che il divario nell’accesso a terra, credito, formazione e tecnologie continua a limitare il pieno sviluppo del loro potenziale economico. Colmare questo gap potrebbe aumentare significativamente la produttività agricola e forestale e rafforzare la sicurezza alimentare e ambientale.
Il ruolo delle donne nelle economie forestali è ancora più evidente: sempre secondo la FAO, oltre un miliardo di donne nel mondo dipende dalle foreste per il proprio sostentamento, partecipando alla gestione delle risorse, alla raccolta di prodotti forestali e alle attività economiche collegate alla filiera del legno.
Anche nel campo della ricerca forestale emergono segnali simili a quelli sopra descritti: la presenza femminile tra ricercatrici e giovani professioniste è infatti in crescita, ma resta ancora sottorappresentata nei ruoli di leadership scientifica e nelle posizioni decisionali delle istituzioni di ricerca e delle organizzazioni internazionali. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) presenta una forza lavoro sostanzialmente equilibrata, con il 53% di uomini e il 47% di donne. Nonostante dunque una buona rappresentanza femminile complessiva, persiste una “forbice delle carriere” con una sotto-rappresentazione femminile nei ruoli dirigenziali (22%).
Proprio per valorizzare questo patrimonio di competenze ancora per gran parte inespresso è nata la Rete Donne Foreste, un’iniziativa promossa da professioniste del settore con il supporto di diverse organizzazioni, con lo scopo di favorire il networking tra professioniste, sviluppare attività di mentoring, mappare competenze e rafforzare la presenza femminile nei contesti decisionali che orientano le politiche forestali.
In questo percorso Fiper svolge un ruolo attivo, portando all’interno della rete l’esperienza maturata nella valorizzazione energetica sostenibile delle biomasse legnose e nella promozione delle filiere territoriali del teleriscaldamento a biomassa. La partecipazione dell’associazione testimonia l’impegno a sostenere una transizione energetica inclusiva, capace di valorizzare il contributo di tutte le professionalità che operano nella gestione delle risorse forestali.
Nell’ottica di una fruttuosa collaborazione e del sostegno agli obiettivi della Rete, Fiper ha contribuito alla realizzazione e al lancio, nella giornata dell’8 marzo, la campagna social della Rete Donne Foreste “Il mio ufficio non ha pareti”, che attraverso delle video-interviste a operatrici e operatori del settore forestale, si propone di raccontare dalla loro viva voce, esperienze, difficoltà, prospettive e progetti futuri sul lavoro delle donne in questo specifico ambito.
Il lavoro della Rete proseguirà poi nei prossimi mesi con l’obiettivo di strutturare formalmente l’organizzazione e rafforzarne le attività. Un passaggio importante sarà la firma dell’atto costitutivo, prevista a Milano il 17 aprile, in occasione del convegno organizzato da Fiper “Sicurezza energetica, innovazione e comunità”, un appuntamento che riunirà istituzioni, imprese e mondo della ricerca per discutere il ruolo delle biomasse e delle foreste nella transizione energetica del Paese.
C’è dunque, tra le donne del settore forestale, un movimento attivo ed entusiastico avviato: un segnale concreto di quale sia l’obiettivo comune, vale a dire che il futuro del settore forestale passi sempre più dalla capacità di riconoscere e valorizzare il talento, le competenze e la visione delle donne che ogni giorno contribuiscono alla gestione sostenibile delle nostre foreste.
Guarda il primo video della campagna Instagram “Il mio ufficio non ha pareti”
