Accordo dei tre comuni di Tovo, Mazzo e Lovero (SO) sul teleriscaldamento

Accordo unanime e grande consenso verso il progetto di dotare 3 comuni del famoso passo del Mortirolo di un sistema di teleriscaldamento a biomassa. Questo è il risultato emerso dal convegno organizzato da Fiper all’interno del progetto europeo BeCOOP, lo scorso sabato 11 giugno presso il Salone degli stemmi di Palazzo Lavizzari a Mazzo di Valtellina. Il convegno si è realizzato in concomitanza dell’assemblea di Valtellina onlus, associazione ambientale presente sul territorio valtellinese da più di 20 anni impegnata in interventi di gestione forestale e raccolta delle potature agricole (vigneti) sino a due anni fa conferiti alla centrale di teleriscaldamento di Tirano.

Al convegno hanno preso parte il sindaco di Tovo, Giambattista Pruneri, di Mazzo di Valtellina Franco Saligari e di Lovero, Annamaria Saligari, i quali si sono detti unanimemente favorevoli a dare avvio allo studio per la progettazione di un sistema di teleriscaldamento alimentato a biomassa legnosa, materia prima abbondante nei loro territori.

All’indomani del definitivo tramonto della metanizzazione dell’alta Valle, la volontà di approvvigionarsi localmente per la fornitura di energia elettrica e termica diventa sempre più concreta. A promuovere l’iniziativa, a fianco dei tre comuni, Fiper, Federazione Italiana Produttori Energia rinnovabile e il Politecnico di Milano, come partner tecnico-scientifico.

Se infatti, come afferma Franco Saligari “la metanizzazione era un’idea antistorica mentre le energie rinnovabili ci permettono di ridurre la nostra impronta ecologica” la sindaca di Lovero Saligari mette l’accento sul circolo virtuoso che si può creare tra la cura dei boschi – necessaria anche per prevenire disastri ambientali durante i sempre più frequenti eventi meteorologici violenti – e la gestione della filiera bosco-legno-energia, che potrebbe anche rappresentare una garanzia economica soprattutto in questa fase di instabilità dovuta alla crisi ucraina. Pruneri invece, apripista di questo progetto, punta sul tema dello sviluppo locale e della necessità di approvvigionamento energetico a supporto del comparto civile ma soprattutto di quello produttivo della valle, vero motore economico del territorio.

Grande soddisfazione esprime Walter Righini, presidente Fiper: “Siamo fiduciosi anche in vista delle Olimpiadi 2026 di dimostrare con progetti concreti che è possibile per i comuni montani essere autonomi dalle fonti fossili e promuovere fattivamente l’economia circolare, a partire dall’impiego sostenibile del legno e suoi residui”.

Di seguito il link al video esplicativo: https://youtu.be/tXe8193NN8I

Alta Valtellina: stop al progetto di metanizzazione!

Dopo la segnalazione dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, 2i Rete gas si ritira dall’iniziativa.

Righini, FIPER: “il passo indietro di 2i Rete gas ci fa ben sperare sullo sviluppo di nuove iniziative di teleriscaldamento alimentato a biomassa legnosa derivante dalla gestione dei boschi locali”.

Milano – Sarà un caso, chissà!

Certo è che la segnalazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati che aveva recepito integralmente la denuncia FIPER, riguardo l’introduzione da parte del legislatore di misure dannose per la concorrenza, inefficienti economicamente e oltretutto e contrarie al processo di decarbonizzazione, tra cui la metanizzazione dell’Alta Valtellina, non è passata inosservata da alcune Amministrazioni Comunali della Valle Lombarda e da 2i Reti gas, uno dei principali operatori italiano nella distribuzione di gas.

Da una lettera trasmessa in data 1° giugno 2022 ai Comuni dell’Alta Valtellina interessati al progetto di metanizzazione, si evince la volontà di 2i Reti gas di declinare l’interesse a portare avanti il progetto, a causa, secondo la missiva, di mancanza dell’approvazione dei tracciati interni da parte di alcuni Comuni.

Commenta Walter Righini, presidente FIPER:” il passo indietro di 2i Rete gas ci fa ben sperare sullo sviluppo di nuove iniziative di teleriscaldamento alimentato a biomassa legnosa derivante dalla gestione dei boschi locali, come pure le valutazioni di alcuni Comuni montani del Piemonte o della Bresciana di voler passare dal metano già esistente alle fonti rinnovabili”.

Continua Righini:” questa decisione e l’interesse espresso da alcune amministrazioni comunali di voler intraprendere fattivamente la via del teleriscaldamento efficiente consolida la convinzione che per le aree montane, da sempre dotate di importanti fonti rinnovabili locali, sia indispensabile attivarsi a livello locale e nazionale per avviare progetti che mirano all’autonomia dalle fonti fossili e creino reddito sul territorio.

Proprio in vista delle Olimpiadi 2026, che si fondano sulla sostenibilità ambientale, il tema energetico si lega in modo strategico al marketing territoriale e al settore turistico con utilizzo di fonti rinnovabili e non già di fonti fossili.

Conclude Righini:” mi auguro che anche altri Comuni non metanizzati, tra cui i 47 del Trentino oggetto di un altro progetto di metanizzazione, valutino le altre possibilità green che il territorio offre loro”.

Urgente l’emanazione del Bando PNRR sul teleriscaldamento efficiente – Righini: prioritario recuperare il ritardo, altrimenti il rischio è di non raggiungere l’obiettivo nei tempi previsti da Bruxelles

Roma – Fiper chiede al Governo l’emanazione urgente del Bando previsto dalla misura del Piano Nazionale Ripresa Resilienza- PNRR sulla promozione di sistemi di teleriscaldamento efficiente previsto per fine aprile. A seguito dell’interlocuzione avviata dal Ministero della Transizione Ecologica- Mite a fine novembre, diverse le riunioni di confronto svoltesi tra il Dicastero e le associazioni di categoria.

Il Bando sarebbe dovuto uscire entro la fine di aprile. Commenta Righini, presidente FIPER: ”risulta prioritario recuperare il ritardo sui tempi di emanazione, altrimenti il rischio è di non raggiungere l’obiettivo di avvio di ampliamento reti esistenti e realizzazione di nuovi impianti nei tempi previsti da Bruxelles, ovvero Giugno 2026.” Continua il presidente FIPER:” proprio in questo momento di emergenza Ucraina-Russia, accelerare la transizione verso sistemi di teleriscaldamento alimentati a fonti rinnovabili, in particolare le biomasse legnose, rappresenta un’opportunità strategica per emanciparsi dal gas metano e contenere i costi del riscaldamento per i clienti”.

Se non ora, quando?!

FIPER chiede al Governo una misura urgente per incrementare la produzione di energia elettrica da biomasse legnose

Milano – Dopo averlo proposto da molto tempo, Fiper plaude all’introduzione dell’art. 5-bis (Misure urgenti per incrementare la produzione di energia elettrica da biogas) introdotto nel DL 21/2022 dalla legge di conversione 51/2022 recante “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 20 maggio 2022, consente agli impianti di produzione di energia elettrica da biogas già in esercizio il pieno utilizzo della capacità tecnica installata mediante produzione aggiuntiva nei limiti del 20% rispetto alla potenza nominale di impianto.

In merito agli impianto cogenerativi alimentati a biomassa vergine, già nel 2004 FIPER aveva proposto al Governo “di offrire la possibilità di scelta, al produttore di energia elettrica con impianto cogenerativo, di trasformare gli otto anni di durata del periodo (allora) previsto per il riconoscimento dei Certificati Verdi in un “Monte kWh. elettrici corrispondenti. In questo modo, l’operatore avrebbe la facoltà di produrre maggior energia nelle fasce orarie più interessanti economicamente,  o nei periodi in cui è possibile utilizzare e cedere anche tutto o quasi il calore prodotto (efficienza energetica). Questa misura permetterebbe inoltre di ridurre la produzione (e quindi i costi e i relativi incentivi pubblici) nei mesi estivi, nelle fasce meno interessanti e non remunerative allungando in maniera significativa il periodo di erogazione degli incentivi (da 4 a 8 anni) senza aumentare i costi a carico dello Stato.

Commenta Righini: “esprimiamo apprezzamento per la misura introdotta che va nell’ottica dell’efficienza energetica e della flessibilità propria del comparto delle bioenergie. Chiediamo al Governo che questo provvedimento sia coerentemente esteso anche alla produzione elettrica da biomasse legnose, nella fattispecie agli impianti cogenerativi in tariffa omnicomprensiva in modo tale fa fornire un maggior incremento produttivo al sistema elettrico, proprio in questo momento di emergenza”; si tratta di una misura a costo zero per il Governo.

Piano REPowerEU: target ambientali a rischio senza il contributo di biomasse solide e bioenergie

Unendosi all’allarme lanciato da Bioenergy Europe, in Italia anche Aiel, Associazione EBS e Fiper richiamano l’attenzione sulle conseguenze dell’insufficiente apporto dell’energia da biomasse solide e bioenergie previsto nel piano energetico congiunto dei paesi europei, annunciato alcuni giorni fa.

È stato presentato da parte della Commissione Europea il tanto atteso piano REPower EU. Il programma ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili russe e guidare la transizione energetica nei prossimi anni attraverso una serie di azioni quali il risparmio e l’efficientamento energetico, la sostituzione delle fonti fossili russe e la diversificazione delle forniture, l’aumento dell’uso energia pulita e il finanziamento di nuove infrastrutture.

L’annuncio della strategia REPowerEU è avvenuto lo scorso mese di marzo, generando la reazione di oltre 500 imprese e realtà europee del settore delle biomasse solide e delle bioenergie tra cui Aiel, EBS e Fiper che, rappresentate da Bioenergy Europe, si sono rivolte con una lettera ai vertici UE per sottolineare la mancanza di visione e i rischi dell’aver trascurato il contributo di queste fonti rinnovabili quali soluzioni già disponibili, efficaci e sostenibili per ridurre la dipendenza energetica. Prima di tutto, questo renderebbe più difficile raggiungere i target di sostenibilità al 2030 e conservare la biodiversità.

Ora il piano operativo fa riferimento in modo limitato alle bioenergie e alle biomasse solide solo in un paragrafo dove viene riconosciuto il loro contributo nel mix energetico rinnovabile (pari a circa il 60%) e viene previsto un aumento moderato ma costante del settore al 2030. Aiel, EBS e Fiper sposano il punto di vista di Bioenergy Europe per cui “l’industria della bioenergia ha il vantaggio di essere molto diversificata, quindi sarebbe necessario un approccio maggiormente olistico verso il settore. Inoltre, sarebbe opportuna una maggiore trasparenza nella comparazione dei costi reali e del risparmio di CO2 tra le diverse opzioni per stimare l’impatto a breve e a lungo termine. Negli ultimi mesi il settore delle bioenergie è diventato sempre più competitivo e continuerà a crescere in Europa in tutti gli ambiti, dalla produzione elettrica all’industria, dai trasporti all’agricoltura, al riscaldamento. In particolare, le biomasse solide hanno un potenziale ancora poco sfruttato e fornirebbero un importante vantaggio, non solo in termini energetici ma anche economici e sociali, grazie alla logica di economia circolare con cui operano”.

Il presidente di EBS, Antonio Di Cosimo, aggiunge: “In questa fase delicata per il futuro energetico dell’Europa si sta perdendo l’occasione di tutelare e utilizzare i vantaggi di una forma di energia come quella delle biomasse solide per produrre la quale esiste già un parco di centrali in grado di garantire continuità della produzione elettrica nel rispetto della sostenibilità ambientale”.

“La bioenergia è una delle poche soluzioni già disponibili per andare verso la decarbonizzazione del comparto del riscaldamento – commenta Annalisa Paniz, Direttrice generale di AIEL – in quanto fonte rinnovabile e carbon neutral. L’economia forestale in Italia è ampiamente sottoutilizzata, lo dimostra il raddoppio della superficie forestale nazionale negli ultimi 50 anni e i livelli di prelievo dell’incremento legnoso annuo compresi tra il 18 e il 34%, molto bassi se confrontati con la media europea che si attesta sul 62%. C’è ampio spazio per la valorizzazione energetica della risorsa legnosa attraverso l’adozione di un sistema di gestione forestale sostenibile che coniughi la multifunzionalità del bosco e la creazione di filiere produttive del legno”.

Aggiunge Walter Righini, presidente FIPER: “Puntare sull’impiego delle biomasse legnose a fini energetici significa rivitalizzare l’intera filiera legno, presidiare il territorio, in un’ottica di economia circolare e di redistribuzione del reddito nelle aree interne e periferiche. Indipendenza e autonomia dalle fonti fossili possibili ed attuabili in tutti i Comuni che dispongono di un patrimonio boschivo non delocalizzabile; secondo un nostro studio condotto in collaborazione con il Politecnico di Milano sarebbero almeno 458 i Comuni teleriscaldabili”. Continua Righini: “Investire in reti di teleriscaldamento cogenerativo a biomassa legnosa anziché destinare le risorse derivanti dalla fiscalità generale a nuove reti di metano rappresenta una scelta di politica industriale, oltre che energetica di medio lungo-periodo, che favorirebbe il tessuto produttivo made in Italy; un’occasione straordinaria su cui sensibilizzare il Governo nazionale e la commissione europea per emanciparsi dalla dipendenza del gas russo.”

Promosso piano d’azione per il Biometano nella strategia REPowerEU della Commissione europea

Bruxelles – La Commissione europea ha pubblicato il piano RePowerEU  con l’obiettivo di eliminare la dipendenza europea dai combustibili fossili russi.

A seguito dell’eliminazione graduale delle importazioni di carbone russo, il piano REPowerEU si concentra principalmente su come eliminare gradualmente il gas russo entro il 2027 in modo ordinato e conveniente.

In particolare, la strategia comprende un piano d’azione per il biometano che illustra nel dettaglio gli strumenti e le misure per incrementare il settore e distribuire 35 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030, compresa una partnership industriale per il biometano. Il settore biogas/biometano è tra quelli considerati prioritari dalla Commissione europea per il raggiungimento di un sistema energetico più sostenibile e democratico.

In allegato si trasmette la guida al REPowerEU curata dal policy team di EBA di cui FIPER è associata, che riassume e valuta le misure proposte dalla Commissione Europea.

Il segretariato dell’EBA si sta impegnando attivamente con i responsabili politici e con la Commissione europea per assicurarsi che l’attuazione del piano sia rapida, inclusiva e avvii possibilità concrete per gli operatori di mercato.

Aperto un tavolo di confronto al Mise: obiettivo potenziare il comparto industriale del legno

Roma – Si è tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico un incontro tra la task force MISE per far fronte all’impatto industriale del conflitto Russia-Ucraina, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e le associazioni di categoria rappresentanti la filiera legno: Federlegno, Assocarta, FIPER e Aiel.

E’ stata l’occasione per illustrare il potenziale di sviluppo delle biomasse legnose per far fronte all’emergenza energetica e favorire l’integrazione tra filiera produttiva ed energetica.

Il MISE ha introdotto brevemente le nuove misure previste per le imprese dal Decreto Legge n.50 “decreto aiuti” in particolare gli articoli n.15-18 e 29.

Inoltre, il Dicastero, a partire dall’attuale sua competenza, si è impegnato a identificare misure specifiche per incrementare gli approvvigionamenti legnosi sul territorio nazionale; in particolare stimolare il partenariato pubblico-privato per far fronte alla parcellizzazione fondiaria, allocare risorse specifiche per l’avvio di nuove segherie, identificare nuove misure per decarbonizzare l’industria manifatturiera.

A tal fine risulta prioritario coinvolgere il Ministero della Transizione Ecologica, il Ministero della Cultura e le Regioni. Si è ribadita la necessità di ragionare in un’ottica di sistema e trasformare questo momento di emergenza in un’opportunità per potenziare la bioeconomia del legno.

La Strategia forestale nazionale è il punto di partenza per avviare e consolidare questa filiera strategica per il Made in Italy.

Foto partecipanti: Pietro Oieni (MIPAAF), Massimo Medugno (Assocarta), Amedeo Teti (MISE, coordinatore del GdL sull’impatto industriale del conflitto Russia-Ucraina), Annalisa Paniz (AIEL), Walter Righini (FIPER), Filippo Benedetti e Giuseppe Fragnelli (Federlegno), Vanessa Gallo (FIPER).

AGCM accoglie la denuncia FIPER sulla disparità di trattamento tra fonti rinnovabili e metanizzazione delle aree montane.

Righini, FIPER: “ora tocca alle istituzioni competenti adottare con urgenza i provvedimenti correttivi”

Milano – L’Autorità Garante della Concorrenza e dei Mercati ha recepito integralmente la denuncia FIPER, che con nota del 21 ottobre 2021, aveva segnalato all’AGCM stessa, l’introduzione da parte del legislatore di misure dannose per la concorrenza, inefficienti economicamente e oltretutto e contrarie al processo di decarbonizzazione che impegna gli Stati membri dalla UE.

In particolare, veniva denunciato l’articolo 114 ter del D.L. del 19 maggio 2020 numero 34, e successive modificazioni, ove recitava: “Le estensioni e i potenziamenti di reti ed impianti esistenti nei comuni già metanizzati e le nuove costruzioni di reti di impianti in comuni da metanizzare appartenenti alle zone climatiche F…….. si considerano efficienti e già valutati positivamente ai fini dell’analisi dei costi e dei benefici per i consumatori……A tal fine l’Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente (ARERA) ammette a integrale riconoscimento tariffario i relativi investimenti”.

Fiper nell’illustrare i profili di incompatibilità con la disciplina della concorrenza aveva in particolare segnalato:

  1. Danni la concorrenza;
  2. Danni all’efficienza del mercato
  3. Disallineamento rispetto alla normativa europea dell’energia

In data 26 aprile 2022 l’AGCM ha segnalato a FIPER che nell’adunanza del 20 aprile c.a., l’Autorità medesima ha esaminato la denuncia in oggetto deliberando l’invio di una segnalazione al Senato della Repubblica, alla Camera dei deputati, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero della Transizione Ecologica in merito alla natura distorsiva della norma in termini di concorrenza tra sistemi energetici alternativi.

Infine, in data 9 maggio 2022 l’AGCM ha pubblicato sul bollettino Settimanale anno 32 numero 17, apposita relazione in merito a: fonti di approvvigionamento per il riscaldamento nei comuni montani.

In particolare, l’Autorità ritiene che tale regime differenziato possa in primo luogo determinare effetti distorsivi della concorrenza tra operatori attivi nell’offerta sistemi energetici alternativi e che la norma pare idonea a scoraggiare l’ingresso al mercato di forme di energia differenti dal gas metano alterano in tal modo la concorrenza tra operatori attivi in segmenti diversi nel settore energetico, i cui sistemi possono tuttavia raggiungere una medesima finalità.

Nel caso poi in cui i due servizi si trovassero a competere per la realizzazione di nuovi investimenti in una medesima area territoriale, il teleriscaldamento sarebbe fortemente penalizzato, tenuto conto delle differenti modalità di recupero dei costi sostenuti.

Si ritiene, da ultimo, che quanto considerato assuma rilevanza accresciuta nel momento storico attuale, in cui la crisi dei prezzi energetici necessita di svincolarsi dalla dipendenza dal gas russo, adottando soluzioni energetiche alternative in grado di garantire una diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

In conclusione, l’AGCM ritiene che la norma in commento si ponga in contrasto con i principi concorrenziali e possa comportare effetti dannosi in termini di efficienza complessiva del sistema energetico nazionale… e pertanto suggerisce… una revisione della norma eventualmente confinando meccanismi…. ai casi in cui sia effettivamente possibile appurare l’assenza o la reale non percorribilità in termini di costi benefici di soluzioni energetiche alternative.

Commenta Righini, presidente Fiper:” abbiamo accolto con soddisfazione quanto deliberato dall’Autorità della Concorrenza e del Mercato; ci aspettiamo ora che le Istituzioni Nazionali competenti adottino in tempi brevi i provvedimenti proposti dall’Autorità stessa”. Conclude Righini: “siamo fiduciosi anche dell’esito della segnalazione inviate alla D.G. Competition e D.G. Energy della Commissione europea”.

Si allega:

Assemblea Nazionale Fiper 2022: Righini: “Atteggiamento del Governo verso la transizione timido e ambiguo, appello a riconsiderare il potenziale delle bioenergie nel PNRR”

4 maggio 2022 – Si è tenuta in data odierna in modalità on line l’Assemblea annuale FIPER.

Un’occasione di confronto e condivisione tra gli operatori del teleriscaldamento a  biomassa e biogas agricolo sul futuro del comparto a partire da questa situazione di emergenza nel diversificare le fonti di approvvigionamento del gas russo e accelerare il fattivo passaggio verso un’economia a basse emissioni.

Nella relazione annuale Righini ha sottolineato l’atteggiamento timido e ambiguo del governo riguardo il potenziale di impiego delle bioenergie nel mix energetico nazionale.

Ha ribadito che, a partire dalla disponibilità legnosa di biomassa presente sul ns territorio, si potrebbe sostituire l’importazione di almeno13 mld di metri cubi di gas naturale da aggiungere ai 6 mld di metri cubi provenienti dalla riconversione di una quota parte di impianti a biogas agricolo in produttori di biometano.

In termini economici significherebbe redistribuire sul territorio italiano dai 27 ai 40 mld euro/anno d aggiungere a quelli risultanti dalla produzione di biometano!

Certo, l’effetto di sostituzione non può avvenire dall’oggi al domani.

Tuttavia, la Federazione evidenzia la necessità di rivedere le misure previste nel PNRR per promuovere fattivamente da un lato, il teleriscaldamento efficiente (attualmente destinati solo 200 milioni di Euro ) e dall’altro, garantire la continuità elettrica del parco impianti esistenti alimentati a biomasse/biogas oltre alla messa  in atto di una serie di correttivi sull’attuale bozza del decreto sul biometano.

La Federazione riconosce l’importanza di poter incidere a livello europeo all’interno di Bioenergy EU e EBA e consolidare l’interlocuzione con gli europarlamentari affinché si facciano portavoce e parte pro-attiva di un modello di filiera biomassa-energia che genera reddito, produce energia rinnovabile a km zero e la messa in atto degli obiettivi previsti dal Green Deal.

In allegato Relazione di Righini e relativo presentazione.