Fiper a Torino per il seminario sul Tlr efficiente

Si è svolta in data odierna la terza e ultima delle giornate di formazione sul teleriscaldamento efficiente organizzata dal Politecnico di Torino, un’occasione per operatori del settore, tecnici, ricercatori e accademici per studiare le nuove tecnologie che possono e potranno migliorare ulteriormente le prestazioni degli impianti di teleriscaldamento efficiente. Fiper ha portato il proprio know how, facendo un focus sul teleriscaldamento rinnovabile a biomasse legnose e sulle esperienze ed eccellenze aderenti alla federazione e attive sul territorio italiano.

Gallici Ecotrasporti: come trasformare le difficoltà in opportunità

Gallici Ecotrasporti, azienda friulana associata Fiper, è pioniera nel settore dell’end of waste. Con importanti investimenti e un costante e puntuale aggiornamento alle normative regionali, ha saputo trasformare il proprio impianto per la gestione del verde in modo da gestire i residui all’interno dei paletti imposti dalla normativa end of waste, trasformando così quella che nasceva come una grande problematica, in un’opportunità. 

Decarbonizzare il teleriscaldamento. Seminario a Milano il 27 maggio

In collaborazione con il Politecnico di Milano, FIPER ha organizzato il seminario “decarbonizzare il teleriscaldamento: sfide normative e soluzioni tecnologiche per il bacino padano”.

Un’occasione di confronto tra imprese, enti di R&D, istituzioni pubbliche, tra cui le Regioni per un confronto sull’evoluzione tecnologica e normativa per poter raggiungere gli obiettivi relativi previsti sul miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano e i target di efficienza energetica EU.

Fiper sottoscrive lettera di Bioenergy Europe a Ursula Von der Leyen

Bioenergie, l’industria chiede “un ruolo centrale nella strategia energetica Ue” – Lettera di Bioenergy Europe alla presidente von der Leyen: “Serve maggiore stabilità normativa e un’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie per riscaldamento, trasporti e industria”

Le bioenergie devono diventare uno dei pilastri della strategia europea per sicurezza energetica, competitività industriale e decarbonizzazione.
È il messaggio contenuto nella lettera inviata da Bioenergy Europe alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai commissari competenti per energia, clima, industria, agricoltura e ambiente.

La lettera è stata sottoscritta dai rappresentanti delle principali associazioni del settore, fra cui per le rappresentanze italiane:
Annalisa Paniz, direttrice generale di Aiel; Vanessa Gallo, direttrice di Fiper; Alessandro Guercio di Turboden.

Il documento, sottoscritto dal board dell’associazione che rappresenta oltre 5.000 imprese della filiera biomassa in più di 20 Paesi, “richiama l’attenzione dell’Unione sulla necessità di rafforzare l’autonomia energetica europea in un contesto segnato da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati energetici”, sintetizza una nota di Aiel.

Secondo Bioenergy Europe, “l’elettrificazione dei consumi resta una priorità strategica, ma da sola non sarà sufficiente a garantire la resilienza del sistema energetico europeo, soprattutto nei comparti più difficili da decarbonizzare come riscaldamento, trasporti e alcuni settori industriali. Nel 2023 – continua la nota – le fonti rinnovabili hanno coperto il 45% dei consumi elettrici europei, ma solo il 26% nel settore del riscaldamento e raffrescamento e l’11% nei trasporti, ancora fortemente dipendenti da gas e petrolio importati”.

La lettera, sintetizza ancora Aiel, evidenzia come la bioenergia possa contribuire alla stabilità energetica europea grazie alla capacità di fornire energia programmabile e stoccabile, integrando le fonti rinnovabili non programmabili come eolico e fotovoltaico.

Tra i principali vantaggi, si legge sempre nella nota, “spiccano la sicurezza energetica, la flessibilità delle reti, il contributo alla decarbonizzazione attraverso tecnologie come BECCS e biochar, il rafforzamento della competitività industriale europea e la valorizzazione sostenibile dei residui agricoli e forestali”.

Secondo i dati Eurostat richiamati nella lettera, il 96,4% delle biomasse utilizzate in Europa proviene già oggi da filiere europee, contribuendo a ridurre la dipendenza energetica dell’Unione dalle importazioni fossili.

Bioenergy Europe chiede quindi alla Commissione europea maggiore stabilità normativa, coerenza tra i principali strumenti legislativi europei e un’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie bioenergetiche per riscaldamento, trasporti e industria.

Formazione continua in corso: al via il seminario a Torino

La formazione e l’aggiornamento continui, in un settore tecnologico in evoluzione, sono fondamentali per proiettarsi verso il futuro e vincere le sfide che esso ci pone dinnanzi. Per questo Fiper sarà presente al seminario del 21 maggio prossimo all’interno della tre giorni di formazione organizzata dal Politecnico di Torino proprio sui sistemi di teleriscaldamento efficiente. 
 

Seconda giornata studio a Desenzano sui sistemi di teleriscaldamento

Il Presidente di Fiper Michele Colli è intervenuto a Desenzano alle giornate studio organizzate da Ecoline ed Energard sui sistemi di teleriscaldamento, nelle date dello scorso 22 aprile e di oggi, 12 maggio.
 
L’importanza della formazione continua, della ricerca e della diffusione delle conoscenze sulle innovazioni tecnologiche è fondamentale per far crescere tutto il settore e Fiper non fa mai mancare il proprio contributo quando si tratta di lavorare per il futuro del teleriscaldamento e della transizione energetica del nostro Paese.
Un sentito ringraziamento a Ecoline ed Energard per l’organizzazione di questi momenti, sempre utili e preziosi per crescere.

Fiper all’assemblea di TEV in Trentino

Nel pomeriggio di venerdì 8 maggio si è svolta un’intensa giornata in Trentino, dai nostri amici e associati di TEV (Trentino Energia Verde), che avevano riunito la loro assemblea annuale nel comune di Pellizzano.
La giornata ci ha permesso di ragionare insieme sulle prospettive del teleriscaldamento a biomassa in Trentino ed è stata l’occasione per capire anche qual è lo scenario per le nuove reti a biomassa che hanno usufruito dei fondi del PNRR, come quelle di Pellizzano e Ossana.

Un sentito ringraziamento ad Andrea Ventura, presidente di TEV, che ha organizzato la giornata, alla Èindaca del comune di Pellizzano Francesca Tomaselli che ci ha ospitati nell’auditorium comunale e alla sindaca di Ossana Laura Marinelli, che ci ha aperto le porte dell’impianto del suo comune. E’ per noi di Fiper sempre un piacere e un onore poter intessere relazioni vere, schiette e dirette con gli amministratori locali, che sono i veri protagonisti del futuro dei nostri territori, in particolare di quelli montani.

Fiper celebra 25 anni: a Milano il confronto su sicurezza energetica, innovazione e comunità

Un convegno per celebrare i venticinque anni di attività ma anche una preziosa occasione per discutere del futuro del settore, con una specifica attenzione al contesto geopolitico ed economico internazionale. 
 
Milano – Una Sala Azionisti di Edison gremita ha ospitato questa mattina il convegno “Sicurezza energetica, innovazione e comunità”, organizzato da Fiper in occasione dei 25 anni dalla sua fondazione. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo accademico, associazioni e operatori del settore per un confronto ad alto livello sul futuro dell’energia rinnovabile in Italia.
L’incontro ha approfondito la necessità di un approccio integrato e sistemico alla transizione energetica, capace di valorizzare le specificità territoriali, rafforzare le filiere locali e garantire sicurezza, sostenibilità e competitività nel lungo periodo.
Ad aprire i lavori, coordinati dalla Direttrice responsabile di Quotidiano Energia Romina Maurizi, sono stati i saluti istituzionali del Ministro Gilberto Pichetto Fratin e dell’Assessore agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche di Regione Lombardia Massimo Sertori, seguiti dal benvenuto del padrone di casa Angelo Marzullo, Responsabile Direzione Portfolio Management di Edison Next e dall’intervento del Presidente di Fiper Michele Colli.
 
Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha aperto il suo discorso inaugurale con il riferimento al contesto internazionale, che pone con forza il tema della sicurezza energetica e richiede uno sforzo da parte del Paese per affrontare al meglio questa fase storica. A questa situazione di instabilità, il settore delle biomasse può fornire un’ottima risposta, aggiungendo la capacità di creare economia circolare, occupazione e sviluppo nei territori in cui opera, con un modello di produzione energetica virtuoso che coniuga gestione forestale sostenibile con l’attenzione alle emissioni e alla tutela dell’ambiente.
 
Al centro del convegno, il tema della sicurezza energetica, sempre più intrecciato con gli equilibri geopolitici ed economici. Su questo, l’Assessore regionale Massimo Sertori ha sottolineato come l’autonomia energetica rappresenti oggi una priorità imprescindibile. La Lombardia, territorio fortemente energivoro con circa 10 milioni di abitanti e un sistema industriale strategico per il Paese, è chiamata ad affrontare una sfida complessa, anche in considerazione del fatto che in prospettiva, il fabbisogno energetico regionale è destinato a crescere, passando dagli attuali 65 TWh annui a circa 70 TWh entro il 2030.
A una situazione straordinaria devono corrispondere azioni straordinarie”, ha dichiarato, evidenziando gli interventi messi in campo dalla Regione, tra cui gli investimenti nel teleriscaldamento e nelle biomasse. Sono stati stanziati 20 milioni di euro per l’efficientamento delle reti, mentre ulteriori misure saranno oggetto di revisione e miglioramento in collaborazione con il settore. L’obiettivo è incrementare la produzione da fonti rinnovabili fino a 10 GW, oltre i target iniziali, per garantire maggiore sicurezza e autonomia energetica.
 
Angelo Marzullo, Direttore Portfolio Management Edison Next ha aperto i lavori del convegno: “Per Edison, che da oltre 140 è parte integrante dello sviluppo energetico del Paese, aver accolto i protagonisti della filiera Legno-Energia significa poter ribadire con chiarezza il nostro impegno verso una transizione energetica del Paese. Abbiamo condiviso la visione sul ruolo strategico della biomassa legnosa nel percorso di decarbonizzazione dell’Italia, nella valorizzazione dei territori e nello sviluppo di una filiera industriale solida, sostenibile e radicata a livello locale. La biomassa legnosa si pone, infatti, come un’opportunità economica e industriale in quanto fonte rinnovabile, programmabile e locale, capace di garantire continuità nella produzione di energia termica per l’industria e per i sistemi di teleriscaldamento, rafforzando la sostenibilità ambientale, la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese. È significativo che, in un contesto geopolitico come quello attuale, caratterizzato da una crescita senza precedenti dei prezzi del gas naturale in Europa, i prezzi della biomassa legnosa abbiano, invece, mostrato una sostanziale stabilità, senza subire le oscillazioni estreme registrate dalle fonti fossili. E mentre si torna a parlare di crisi degli approvvigionamenti, si nota che l’Italia dispone di una superficie complessiva di boschi e terreni boscati pari a circa il 40% del territorio nazionale, grazie a un trend di crescita che indica una dinamica favorevole per considerare la biomassa legnosa come una fonte energetica programmabile”.
 
“Quella di oggi è per noi allo stesso tempo una grande festa per celebrare il nostro venticinquesimo compleanno, ma anche una preziosa occasione di confronto tra i massimi esponenti del settore energetico rinnovabile, sul quale è necessario investire e fare ricerca, per procedere spediti verso l’abbandono delle fonti fossili” dichiara il Presidente di Fiper Michele Colli. “Fiper lavora senza sosta da venticinque anni per promuovere l’utilizzo delle biomasse legnose vergini per la produzione di energia elettrica e termica rinnovabili e la gestione forestale sostenibile delle nostre foreste, come driver di vera innovazione e sviluppo locale. Questo bagaglio di esperienza, insieme alla situazione geopolitica internazionale, ci porta a chiedere con maggiore forza la massima attenzione da parte delle istituzioni per la promozione del nostro settore, sempre più strategico sia in termini ambientali e sociali, sia economici e politici. Per questo stiamo lavorando per creare reti sempre più ramificate e coese per sostenere le esigenze del comparto su tutti i tavoli di lavoro e decisionali di livello regionale, nazionale ed europeo”.
 
Nel corso della mattinata si sono poi alternati contributi di autorevoli relatori, che hanno offerto una visione articolata sulle sfide della transizione energetica, alimentando un dibattito denso di contenuti:
 
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle aree montane, con l’intervento di Anna Giorgi, Responsabie Polo Unimont dell’Università degli studi di Milano, che ha evidenziato la necessità di superare la visione delle montagne come territori marginali. “Le montagne non sono margini, ma risorse strategiche”, ha affermato, ricordando come, per esempio, una parte significativa dell’energia idroelettrica lombarda venga prodotta proprio in questi contesti. Le aree montane, grazie alla loro biodiversità e alle potenzialità della bioeconomia, possono rappresentare un laboratorio per modelli di sviluppo resilienti, economia circolare e innovazione. Centrale, in questo processo, è il ruolo della formazione e del coinvolgimento dei giovani, con Unimont che oggi accoglie circa 250 studenti provenienti da tutta Italia e dall’estero.
 
Sul fronte delle biomasse, Marco Borgarello, Direttore Dipartimento Uso efficiente dell’energia per gli usi finali e territorio di RSE, ha evidenziato come questo settore rappresenti una componente chiave della transizione energetica, non più intesa come semplice fine, ma come strumento per raggiungere sicurezza e competitività. Le biomasse, che già oggi coprono oltre il 65% delle rinnovabili termiche, offrono vantaggi significativi in termini di programmabilità, integrazione con i fabbisogni locali e sviluppo economico dei territori, contribuendo alla creazione di occupazione e alla gestione attiva delle risorse forestali.
 
Irene Di Padua, Policy Director di Bioenergy Europe ha richiamato il quadro normativo europeo, sottolineando il ruolo centrale della Direttiva RED II e della RED III e della nuova Bioeconomy Strategy, pubblicata nel novembre 2025, che orienta le politiche future del settore. In questo contesto, strumenti come il Carbon Removal Certification Framework (CRCF) rappresentano un ulteriore passo verso il riconoscimento del contributo della bioenergia alla decarbonizzazione.
 
Il ruolo degli incentivi e dell’innovazione è stato approfondito da Luca Barberis, Direttore Direzione Fonti Rinnovabili di GSE, che ha evidenziato come i meccanismi di supporto non si limitino a sostenere gli investimenti, ma favoriscano anche lo sviluppo di nuovi modelli energetici. In particolare, le comunità energetiche rappresentano un esempio concreto di sistema circolare, in cui produzione e consumo si integrano, aumentando la resilienza rispetto alle fluttuazioni del mercato e le biomasse sono strumenti importanti di economia circolare e valorizzazione dei territori e delle comunità.
 
Antonio Nicoletti della Segreteria nazionale di Legambiente, ha posto l’attenzione sul patrimonio forestale italiano, cresciuto negli ultimi anni ma ancora poco valorizzato. Solo il 20% delle foreste è attualmente pianificato, a fronte di un’elevata disponibilità di risorse che potrebbero essere meglio integrate nelle filiere energetiche nazionali. “È necessario investire in tutte le fonti rinnovabili, comprese le biomasse, e rafforzare il peso del settore forestale anche a livello europeo”, ha sottolineato, rilanciando la proposta di istituire una Direzione generale dedicata alle foreste in ambito UE.
 
Francesco Demichelis, Responsabile Direzione Teleriscaldamento Edison Next, ha dato una panoramica degli impianti a biomassa di Edison Next, a testimonianza dell’impegno per lo sviluppo del settore da parte della società energetica: “Grazie a soluzioni a biomassa legnosa e grazie alla nostra capacità d’investimento, decarbonizziamo il calore necessario per i processi produttivi e per il riscaldamento di edifici pubblici e privati, stabilizzando la spesa energetica. Gestiamo 48 impianti a biomassa in grado di produrre complessivamente quasi 50 MW termici, gestendo oltre 88.000 tonnellate di biomassa all’anno. Inoltre, sono in fase di sviluppo più di 10 nuovi impianti a biomassa con capacità produttiva superiore a 30 MW termici, grazie alla gestione di oltre 30.000 tonnellate di biomassa. Si tratta di impianti concentrati prevalentemente nel nord Italia, dedicati soprattutto ad alimentare reti di teleriscaldamento, in grado di valorizzare i territori portando crescita sostenibile alle realtà locali e vantaggi economici per la comunità. Un esempio concreto è rappresentato dallo sviluppo di una nuova rete di teleriscaldamento alimentata al 100% da biomassa legnosa da filiera corta locale presso il Comune di Cervignano del Friuli. Ma siamo anche impegnati a diffondere l’utilizzo della biomassa a uso industriale per sostenere la competitività delle imprese e il raggiungimento dei propri obiettivi di sostenibilità. Lo dimostrano le partnership avviate con lo stabilimento di Cuneo di Michelin, dove un sistema integrato di interventi all’avanguardia include anche caldaie a biomassa legnosa da filiera corta, e con Marzotto Group e il Comune di Valdagno, dove una nuova rete di teleriscaldamento verrà alimentata da un impianto composto anche da una caldaia a biomassa legnosa. Il nuovo impianto verrà ospitato presso lo stabilimento di Marzotto Group a Valdagno, che potrà soddisfare una parte rilevante del proprio fabbisogno energetico con l’energia elettrica rinnovabile prodotta, mentre l’energia termica verrà distribuita alla comunità locale attraverso la relativa infrastruttura, testimoniando l’importanza di partnership tra pubblico e privato in grado di generare valore per le imprese e i territori”.
 
Scarica le presentazioni dei relatori:

Guarda il video integrale del convegno:

Nasce “Rete Donne Foreste APS”

Il 17 aprile 2026, a Milano, è stata costituita una nuova associazione con l’obiettivo di valorizzare il ruolo femminile nel settore forestale.
Dopo due anni di attività come rete informale, è stata formalmente costituita a Milano l’Associazione di Promozione Sociale Rete Donne Foreste, con l’obiettivo di rafforzare la presenza e la leadership femminile nel settore forestale.
La Rete nasce dall’iniziativa di un gruppo di professioniste per creare uno spazio di confronto, rappresentanza e crescita condivisa tra donne attive nel comparto — dall’ambito tecnico a quello accademico e imprenditoriale.
I numeri evidenziano ancora un forte divario: le donne rappresentano il 12,4% degli occupati nel settore forestale in Europa e il 10,8% in Italia (EIGE, 2020). Un gap che la Rete intende ridurre attraverso iniziative di empowerment, networking e mentoring.
 
Il Manifesto
Tra le prime azioni, un Manifesto già sottoscritto da oltre 600 persone e numerosi enti, articolato in tre direttrici:
  • Radici: valorizzare competenze e professionalità femminili
  • Tronco: rafforzare la presenza nei luoghi decisionali
  • Chioma: sostenere l’accesso delle giovani al settore
Comunità, generazioni e nuove prospettive
Superare l’isolamento professionale è uno degli obiettivi centrali della Rete. Fare rete significa trasformare percorsi individuali in esperienze condivise, aprendo nuove possibilità di crescita.
In selvicoltura si parla di “dominanza” per descrivere gli alberi che catturano la luce. Per lungo tempo anche il settore forestale ha seguito questo schema, lasciando emergere quasi esclusivamente figure maschili. Ma è la biodiversità a rendere un ecosistema forte: allo stesso modo, un settore più inclusivo è anche più innovativo e resiliente.
Al centro, le nuove generazioni. Il passaggio di testimone diventa un atto politico, nel senso più alto: una scelta consapevole di incidere sulla realtà. Ogni competenza condivisa, ogni esperienza raccontata — anche fatta di errori e fragilità — costruisce un ponte e rende il percorso meno solitario per chi viene dopo. Dare visibilità a modelli concreti significa offrire alle giovani non solo opportunità, ma la possibilità di immaginarsi davvero in questo settore.
In un contesto in cui le foreste sono centrali per sfide globali come cambiamento climatico, biodiversità e transizione ecologica, rafforzare la presenza e la leadership femminile rappresenta non solo un obiettivo di equità, ma un fattore chiave per innovazione, resilienza e qualità della gestione.
 
“La nascita della Rete Donne Foreste rappresenta un passo concreto verso un settore più equo e consapevole. Vogliamo valorizzare il talento, la competenza e la passione delle donne che ogni giorno contribuiscono alla gestione e alla tutela delle nostre foreste” afferma la Presidente Annalisa Paniz. “Il nostro obiettivo è costruire una comunità capace di generare opportunità, abbattere stereotipi e accompagnare le giovani verso percorsi professionali nel settore forestale. La diversità è una risorsa fondamentale per affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo” continua la Vicepresidente Alessandra Stefani.
 
Il Consiglio Direttivo è composto da: Margherita Brambilla, Erica Bo, Sabrina Diamanti, Maria Rita Gallozzi, Fernanda Giorda, Annalisa Paniz (Presidente), Silvia Piconcelli, Manuela Romagnoli, Alessandra Stefani (Vicepresidente).
 
Contatti stampa:
Instagram: retedonneforeste
FB: Rete Donne Foreste

Grande partecipazione al convegno “Governare il bosco”

Grande partecipazione al convegno “Governare il bosco”
Sinergie e progettualità per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale
 
Edolo, 27 marzo 2026 – Si è concluso con un’ampia partecipazione di pubblico e operatori del settore il convegno “Governare il bosco”, ospitato presso la sede di Unimont – Polo dell’Università degli Studi di Milano a Edolo, che ha riunito istituzioni, imprese, mondo accademico e rappresentanti dei territori per discutere il futuro del patrimonio forestale lombardo.
L’iniziativa ha confermato il forte interesse e la crescente attenzione verso il ruolo strategico delle foreste, non solo come patrimonio ambientale, ma anche come leva di sviluppo economico, sociale ed energetico per i territori montani.
Ad aprire i lavori è stata Anna Giorgi, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto di Unimont – Polo dell’Università degli Studi di Milano, realtà che da 30 anni promuove una visione innovativa della montagna come sistema socio-ecologico, dove la gestione delle “infrastrutture naturali” rappresenta una responsabilità condivisa tra comunità e istituzioni.
Al centro del dibattito è emersa con forza la necessità di una governance stabile e programmata del settore forestale. Il presidente di ACFL, Gionatan Bonomelli, ha evidenziato come il comparto abbia bisogno di uscire dalla logica emergenziale per costruire una visione di lungo periodo fondata su stabilità, programmazione e investimenti strutturali.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo dei consorzi forestali, riconosciuti come strumenti operativi fondamentali per integrare pubblico e privato, garantire la gestione attiva del bosco e valorizzare le filiere locali del legno. Diverse testimonianze hanno mostrato esempi concreti di collaborazione tra imprese, università e grandi aziende, capaci di generare benefici economici e ambientali per i territori.
Nel corso dei panel di lavoro è emersa anche l’importanza di investire nelle nuove generazioni, sempre più interessate alla montagna e alla gestione sostenibile delle risorse, e nella formazione e innovazione tecnologica come leve per rendere il settore più competitivo e attrattivo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla filiera bosco-legno-energia, alla necessità di promuovere l’uso a cascata del legno e di sviluppare una pianificazione di medio-lungo periodo, in grado di valorizzare una risorsa ancora oggi sottoutilizzata rispetto alle sue potenzialità.
Dal confronto istituzionale è emersa una richiesta condivisa: ridurre la burocrazia, garantire continuità nelle politiche e aumentare gli investimenti, riconoscendo al settore forestale un ruolo centrale nelle strategie di sviluppo regionale e nazionale. Il bosco, infatti, rappresenta non solo una risorsa ambientale, ma anche un presidio contro il dissesto idrogeologico, un’opportunità occupazionale e un elemento chiave nella transizione energetica.
Il convegno ha inoltre evidenziato il valore delle reti e delle relazioni, considerate una vera infrastruttura strategica per il comparto, e l’importanza di una maggiore inclusione, anche attraverso il contributo crescente della componente femminile nella filiera.
La giornata si è conclusa con un messaggio condiviso: governare il bosco significa assumersi una responsabilità collettiva, costruendo insieme una visione capace di coniugare tutela, sviluppo e innovazione.
Un impegno che richiede collaborazione tra tutti gli attori coinvolti – istituzioni, imprese, comunità locali e mondo della ricerca – per trasformare le idee emerse in azioni concrete e durature.
Il successo di partecipazione registrato rappresenta un segnale forte: il futuro delle foreste lombarde è un tema centrale e condiviso, su cui costruire politiche, progetti e alleanze per i prossimi anni.
 
Citazioni degli interventi:
 
Renato Andreolassi . Dati sulle foreste lombarde. Chiedere dati al lui!!!
 
Anna Giorgi – Felice di ospitare il convegno presso la sede di Unimont – Polo dell’Università degli Studi di Milano per discutere della gestione di un patrimonio che è davvero caratterizzante per la montagna di cui ci occupiamo.
Questo percorso di Unimont – Polo dell’Università degli Studi di Milano compie 30 anni. C’è qui la volontà di guardare alla montagna con uno sguardo differente, con un’alleanza tra Comune di Edolo, un piccolo comune di montagna (meno di 5000 abitanti), la comunità montana di Valle Camonica, ecc…
I sistemi montani e quelli urbani sono i due estremi delle organizzazioni umane che abbiamo costruito. Quelli urbani sono socio economici con tanta umanità e strutture per gli uomini ma la natura è stata dimenticata (oggi si sta recuperando). Quelle di montagna sono invece sistemi socio ecologico: pochi uomini e tantissima natura da gestire. E se nei primi si devono manutenere le infrastrutture umane, quelli montani devono manutenere le infrastrutture naturali e ciascuno se ne deve prendere cura.
 
Gionatan Bonomelli – Presidente ACFL
Il settore forestale lombardo ha grandi potenzialità, ma vive anche fragilità strutturali che tutti conosciamo. Per questo oggi voglio partire da un concetto chiave: abbiamo bisogno di stabilità.
Stabilità significa dare al comparto un quadro chiaro, prevedibile, duraturo.
Significa uscire dalla logica degli interventi frammentati e delle emergenze, per costruire invece una visione di lungo periodo.
Non possiamo permetterci di lavorare senza una direzione condivisa.
Serve un indirizzo chiaro, che dica dove vogliamo portare il sistema forestale lombardo nei prossimi anni.
E questo indirizzo deve tradursi in programmazione.
Programmazione vuol dire:
  • continuità nelle politiche,
  • strumenti operativi coerenti,
  • risorse pianificate nel tempo,
  • obiettivi misurabili.
Senza programmazione non c’è crescita.
Senza stabilità non c’è investimento.
E senza investimento, il settore resta fermo.
 
In questo contesto, i consorzi forestali rappresentano un presidio fondamentale.
Siamo realtà radicate nei territori, capaci di tenere insieme gestione, tutela, sviluppo economico e comunità locali.
L’ACFL nasce proprio per rafforzare questa rete, per mettere in connessione esperienze, competenze e progettualità.
E questo convegno è un passo in quella direzione:
rafforzare l’associazione, creare momenti di confronto, costruire una base comune su cui lavorare insieme.
 
Ma c’è un secondo punto su cui voglio soffermarmi:
la necessità di investire nelle relazioni.
Il settore forestale non può crescere da solo.
Ha bisogno di alleanze.
Alleanze tra:
  • operatori,
  • enti locali,
  • università,
  • imprese,
  • e soprattutto istituzioni.
Eventi come quello di oggi dimostrano quanto sia importante creare rete, favorire il dialogo e condividere competenze.
Perché è solo attraverso il confronto che possiamo:
  • affrontare le sfide comuni,
  • valorizzare le opportunità,
  • costruire una visione condivisa.
Le relazioni non sono un elemento accessorio.
Sono infrastruttura strategica del settore.
 
Accanto alle relazioni, serve un altro elemento imprescindibile:
le risorse.
Non possiamo chiedere al comparto forestale di crescere senza metterlo nelle condizioni di farlo.
Servono:
  • investimenti strutturali,
  • strumenti finanziari adeguati,
  • sostegno alla gestione attiva del bosco,
  • valorizzazione delle filiere locali.
E qui il ruolo delle istituzioni è decisivo.
Alle istituzioni chiediamo di:
  • credere nel settore forestale come leva di sviluppo,
  • accompagnare la programmazione con risorse certe,
  • sostenere le progettualità che nascono dai territori.
Non si tratta solo di tutela ambientale.
Si tratta di sviluppo economico, occupazione, sicurezza del territorio, energia, qualità della vita.
 
Il titolo del convegno parla di “governare il bosco”.
Governare significa assumersi una responsabilità.
Significa scegliere una direzione.
Significa costruire, insieme, il futuro.
E il futuro del nostro comparto passa da tre parole chiave:
  • stabilità,
  • programmazione,
  • collaborazione.
Se riusciremo a lavorare su questi tre pilastri, potremo davvero far crescere e fiorire il settore forestale lombardo, come è nel nostro obiettivo.
 
Concludo con un invito.
Utilizziamo questa giornata non solo per ascoltare, ma per confrontarci davvero.
Per costruire relazioni che durino nel tempo.
Per uscire da qui con idee concrete e con la volontà di trasformarle in azioni.
Il bosco è una risorsa straordinaria.
Sta a noi valorizzarla, con responsabilità, visione e coraggio.
Grazie a tutti voi per essere qui oggi,
e buon lavoro.
 
Primo panel
 
Matteo Vizzarri – c’è un patrimonio di giovani che se ben formati possono innescare una serie di meccanismi virtuosi imparati in università e che possono venire tradotti nella pratica per i territori. In un mondo così veloce, rapido e a volte sconnesso, con informazioni frastagliate, si muove a un ritmo diverso dai nostri boschi, che sono ecosistemi lenti. I giovani stanno vivendo un nuovo interesse verso la montagna, soprattutto dopo il covid perché le montagne offrono un benessere maggiore rispetto alla città: il cambiamento climatico, l’abbandono delle fonti fossili sono protagonisti di questi territori, che oltre tutto offrono servizi anche agli abitanti delle città e i giovani hanno voglia di tornare alla montagna e mettersi a disposizione del paese, partendo dalla montagna. Agiscono sul locale con un pensiero globale.
 
Gianbattista Sangalli – Se si vuole gestire montagna e foreste servono fattori esogeni ed endogeni. Sulla base dell’esperienza della comunità montana della Valle Camonica, i primi sono gli amministratori che devono crederci e garantire risorse per la gestione dei boschi. Serve inoltre la pianificazione forestale regionale e la Valle Camonica da questo punto di vista è stata tra i primi in regione Lombardia. Serve anche chi lavora nel bosco: credere nei consorzi forestali è stata per regione Lombardia un’idea vincente perché hanno creato lavoro e manutenzione del territorio e più di 60 mln di euro di lavori. In più, abbiamo aggiunto la certificazione forestale con un meccanismo virtuoso interno al territorio.
I fattori esogeni vengono da regione Lombardia, che vuole dire una continuità di risorse non in senso assistenzialistico, ma strutturale.
 
Michele Franzini – Consorzio forestale Alta Valtellina dal 1994
Stiamo lavorando per la gestione del post-Vaia, e una buona partica di sinergia è venuta da un’iniziativa di Levissima (gruppo Nestlè), insieme a Università degli studi di Milano come partner scientifico e il ruolo centrale del Consorzio che dà concreta attuazione agli interventi, entrando in bosco per i lavori di manutenzione, facendo lavorare le imprese boschive e alimentando la filiera locale del legno reinvestendo nel territorio. Questo è un esempio virtuoso di come lavorano i consorzi forestali.
I consorzi possono porsi in equilibrio tra un approccio amministrativo e uno imprenditoriale, per fungere da coordinamento territoriale e locale di pubblico e privato, come strumenti operativi strategici per fare programmazione, integrare finanziamenti pubblici e privati, promuovere la ricerca e mantenere l’operatività sul campo.
 
Tiziana Stangoni – Aribl Associazione regionale delle imprese boschive lombarde
In Regione Lombardia sono iscritte all’albo circa 300 imprese boschive, (di queste 54 hanno sede in provincia di Brescia), che fanno circa il 50% dei prelievi boschivi lombarde. Anche per loro la tempesta Vaia ha rappresentato un grave danno per il territorio, ma anche lo stimolo per attivarsi subito per la tutela del territorio colpito. E infatti in pochi mesi le imprese boschive hanno lavorato 72.000 m3 di legname delle zone colpite per ripristinare la sicurezza dei territori. Solo una piccola percentuale viene valorizzato come legname da opera mentre la maggior parte va a fini energetici e su qui dobbiamo spingere sull’uso a cascata. La selvicoltura prevede una visione complessiva dei servizi ecosistemici dei boschi, non può fermarsi solo all’aspetto economico.
Testimonianza di un giovane imprenditore locale che spiega come si stia investendo nella formazione, nelle tecnologie e nella valorizzazione del prodotto ma lamenta la mancanza di programmazione che incide anche molto sul loro lavoro.
 
Vanessa Gallo – Fiper
Parte della Rete Donne e Foreste, evidenzia l’importanza della presenza femminile anche nella filiera bosco-legno-energia.
Importanza è promuovere l’uso a cascata del legno del bosco, per cui l’anello energetico è l’ultimo della catena, anche se ad oggi in Italia il sistema non è ancora ben settato su questo. Anche in Lombardia il prelievo forestale è ancora poco sviluppato soprattutto se confrontato con la disponibilità di legname e di aziende di prima lavorazione. È importante pianificare bene il settore con un orizzonte ventennale, di medio-lungo periodo. Il settore forestale vive fermento e dinamicità ma trova poco riscontro nelle politiche regionali e nazionali, quindi serve maggiore spinta dai decisori politici. Per questo, nelle audizioni a cui siamo stati invitati nell’ambito della fase di stesura della legge forestale regionale, abbiamo segnalato l’importanza di accelerare e darsi obiettivi strategici al 2030 e introdurre una semplificazione degli iter burocratici. Ricordando che l’impatto di un impianto a teleriscaldamento a biomassa in un territorio si traduce in 2,56 euro per ogni euro fatturato di calore erogato e 1 impiegato nel tlr ne produce ben 15,5 ULA.
 
Ettore Prandini – Presidente Coldiretti
Noi continuiamo a importare legname dall’estero perché abbiamo sempre avuto un approccio conservativo verso il bosco, che però non fa bene né alla resilienza del bosco né all’economia della filiera. Per fare questo serve davvero la pianificazione e la creazione di meccanismi di sostegno a questi territori e servizi per i territori di montagna e non sono a quelli delle pianure. Soprattutto se vogliamo ancora far fronte al tema ecologico ma anche a quello demografico dello spopolamento delle aree montane. Per questo è importante comunicare non più solo fra operatori, ma anche e soprattutto al di fuori, verso la popolazione di tutto il paese, per superare i luoghi comuni che hanno l’effetto di creare diffidenza verso gli operatori della filiera. Ciò potrebbe aiutarci anche a favorire una maggiore accessibilità ai boschi anche ai fini turistici, come avviene nei Pesi europei confinanti con noi, che su questo sono molto più avanti di noi e ci fanno concorrenza. Coldiretti intende riattivare l’economia dei nostri boschi, prendendo ad esempio gli stati europei che in questo percorso possono essere esempi da seguire.
 
Rete donne e Foreste: Oggi presenti Tiziana Stangoni, Vanessa Gallo e Alessandra Stefani
Alessandra Stefani – Le donne potranno essere molto più presenti nel futuro nel settore forestale se investiamo in ricerca e tecnologia, per cui serviranno più le risorse dell’intelligenza e meno quelle della forza fisica. Dobbiamo superare le diffidenze di genere per dare al settore uno sguardo globale e non sottrargli le energie e il contributo della metà del personale della filiera, quello femminile.
 
Secondo panel – tavola rotonda istituzionale e politica
 
Beduschi – Importanza di gestire il bosco e manutenerlo, per dargli valore non solo ambientale ma anche economico, sia per l’indutria del mobile che in Lombardia è un fiore all’occhiello, sia per la valorizzazione energetica.
 
Gianfranco Comincioli – Presidente Coldiretti Lombardia
Il sistema montano lombardo sta dando prova di grande coesione capace di dare vita a un futuro importante. Il bosco è una parte importante di questi territori per la possibilità di creare un luogo che dà risorse per le popolazioni che ci vivono e per i turisti, e tra queste risorse deve esserci il legno.
 
Gianluca Barbacovi – Presidente Federforeste
Tema fondamentale per le imprese è la programmazione e su questo il sistema deve mettere una marcia in più. Serve una volontà nazionale di investire nel sistema foresta, la politica deve investire nel settore forestale, che è il 40% della superficie italiana. Dobbiamo investire anche sugli impianti di prima lavorazione, come le segherie, aiutandole finanziariamente.
 
Fabio Losio – Presidente ERSAF
Ersaf sta andando verso una politica non conservativa delle foreste e stiamo collaborando con Regione proprio con questa mentalità attuale, in particolare in questa fase storica di transizione energetica e attenzione all’ambiente. Nel Piano forestale regionale emerge che in Lombardia abbiamo ancora un saldo negativo tra alberi prelevati e piantumati. Quindi serve davvero una pianificazione. Ma Ersaf è solo il 3% del patrimonio forestale lombardo quindi è importante l’attivazione delle altre realtà.
 
Corrado Tomasi – Presidente Comunità Montana Valle Camonica
Regione Lombardia deve attivarsi di più per rendere disponibile la risorsa legno per la filiera perché non è per niente facile oggi lavorare in questo settore in Lombardia, soprattutto se ci paragoniamo a regioni come il Trentino Alto Adige! Dobbiamo ridurre la burocrazia, e qui tocca alla classe politica ridurla!